Seguici su
Prima Pagina Cronaca| Politica| Attualita'| Sport| Università e scuola| Cultura e spettacoli| Mediagallery| Eventi|
Musica
martedì, 21 febbraio 2012 ore 22:52
Al Circolo Beethoven (1): interviste in contrappunto
Maria Grazia Pani e la luce calda del talento
Maria Grazia Pani
di Stefania Gianfrancesco

 Ci sono persone che emanano una luce speciale. E che, ovviamente, illuminano tutto ciò che si trova nella loro orbita. Maria Grazia Pani è una di queste. Non appena mette piede nel Circolo quasi mi aspetto che il pianoforte inizi a suonare per simpatia. E la nostra chiacchierata con tè (che da pessima padrona di casa ho dimenticato di offrire!) vola via lasciandomi una sensazione impalpabile di benessere.
Donna impegnata su tanti fronti, Maria Grazia. Concerti, insegnamento, beneficenza. Con grande ritrosia sottolinea il suo impegno sociale e mi ricorda che l’appuntamento barese di Dolci Suoni di Donne del 16 marzo vedrà l’intero ricavato (non un biglietto d’ingresso ma una libera offerta) devoluto alla Mensa Caritas della Cattedrale di San Sabino gestita da don Francesco Lanzolla (per info artinpuglia@libero.it). Un atto dovuto per chi come lei crede che “la musica debba essere sì al servizio della musica, ma anche della società”.

 L’intelligenza di una donna risolta, centrata, che non teme il confronto e le sfide, e che decide di dar voce a tante eroine diverse per natura e carattere, eppure accomunate dalla stessa grande capacità di amore. Lo spettacolo è portato in scena con sua sorella Elisabetta, apprezzata pianista, con cui Maria Grazia ha un rapporto “profondo, fatto di musica” e lontano dalle invidie e i rancori che popolano le pagine livide del romanzo L’accompagnatrice della Berberova.
Lo sguardo di Maria Grazia brilla quando parla di Desdemona, di Tosca, di Butterfly, di Isotta (il suo adorato Wagner, di cui è interprete sensibile e raffinata). E lì mi domando, le domando, quale e quanta sia la difficoltà connessa a un spettacolo del genere. Mi confida che tra un’esecuzione e l’altra ha bisogno di un momento quasi fisiologico di ripresa, lo sforzo non solo tecnico-interpretativo ma anche, soprattutto, emotivo. Ma poi il calore e l’entusiasmo del pubblico, che nell’ultimo concerto a Martina Franca chiedeva bis senza sosta, la ripagano totalmente. Così come la presenza dei giovani, specialmente se a fine serata le confessano che quello è stato il loro primo concerto classico e non lo hanno affatto trovato noioso ma anzi un’esperienza da ripetere. 

I giovani… Quando parliamo dell’insegnamento, e dei suoi alunni, ecco di nuovo quella luce: la formazione, intellettuale prima ancora che musicale, l’abnegazione, la gavetta, i sacrifici, la tecnica. L’educazione alla musica, che si auspica diventi materia obbligatoria già nelle scuole elementari, come disciplina a tutto tondo, “perché la musica classica è di tutti e a tutti devono essere dati gli strumenti per fruirne”. Questi i principi intorno ai quali fa ruotare l’attività di insegnante presso il conservatorio Nino Rota di Monopoli, ma anche nei corsi di alto perfezionamento come quello che ha tenuto dal 18 al 20 febbraio a Fasano. Due concerti finali, il 21 al castello Carlo V di Monopoli e il 22 al Teatro Sociale di Fasano, e due borse di studio per i più meritevoli intitolate Amore per la musica, e dedicate a suo nonno, il vice prefetto barese profondo amante del violino e dell’arte tutta delle sette note.     


Il Circolo Beethoven, scuola di musica, è via Calefati 229 a Bari, infotel 0803215279.

Atttribuzione

 

   

 






 

Non sono presenti commenti

 

Notizie più discusse
Leggi anche
venerdì 18 maggio 2012















Powered by Go-System