Sono di Taranto, giovanissimi e con tanta voglia di fare: i Tuesday's Bad Weather tornano con un nuovo EP, "Flowers smell like candies" in streaming e download gratuito. Vista la ghiotta occasione, abbiamo colto l'attimo per chiacchierare un pò con Pierpaolo Scuro ed Alessio Messinese a proposito di musica, desideri e sfide per il futuro. Come Tuesday’s Bad Weather, band nata recentemente nel 2010, avete all’attivo già ben due progetti: "…Without thinking" e "Flowers smell like candies". Raccontateci la genesi di un così particolare incontro di idee ed esperienze musicali. (Pierpaolo) Io e Alessio ci siamo conosciuti in una maniera molto casuale. Avevamo molti amici in comune e, per una serie di cose, ci siamo prima conosciuti prima su internet e poi di persona, scoprendo che ascoltavamo più o meno le stesse cose. Poi abbiamo iniziato a jammare insieme, in una serie di occasioni, ed ora siamo qui, con questo progetto di nome "Tuesday’s bad weather", che amiamo pazzamente. Credo che il prossimo gradino sia conquistare il mondo! (Alessio) Pura coincidenza e tanta fortuna. Il dopo è stato solo un naturale susseguirsi di eventi; sentii di aver incontrato una persona con la quale condividere la passione per la musica ed incrociare le rispettive personalità in un progetto musicale. Fin dalle primissime prove notai come i suoni che uscivano dagli ampli fossero in perfetta armonia ed equilibrio tra loro. I Tuesday’s bad weather sono semplicemente una fusione ,un mix di passione, amicizia, stima reciproca, alchimia, dedizione e convinzione. Ascoltando ogni vostro brano, come ad esempio "India in your computer", non si può non avere l’impressione di trovarsi ad una canzone dentro un'altra ed un'altra ancora, quasi si trattasse di tante piccole matrioske: come descrivereste il vostro approccio compositivo? (Pierpaolo) Dirò una banalità, ma lo definirei dettato delle nostre emozioni. Il fatto che, come in "India", ci siano tante sonorità in un solo brano non è una cosa calcolata: volendo farlo di proposito, non credo ci riusciremmo. Semplicemente ci chiudiamo in sala e facciamo lunghe improvvisazioni, che registriamo e riascoltiamo, fino a quando non nasce la nostra "creatura". Ciò che viene fuori è il riflesso del nostro stato d’animo, o almeno credo. Tutto qui. (Alessio) Considerando il nostro metodo di composizione credo sia naturale avvertire una simile sensazione quando si ascolta un nostro brano. Il motivo può dipendere dal fatto che, jammando per diverse ore nell’arco di una giornata o di una settimana che sia, il risultato, a pezzo ultimato, è la sommatoria di vari "momentum" o istanti creativi. Quando prendo in mano la chitarra ed inizio a suonare ciò che ne viene fuori è una rappresentazione di me stesso, dei miei pensieri in quel preciso istante. Se consideriamo il tempo che intercorre dalla prima nota all’ultima di un brano capirete come tale brano rappresenti tanti attimi della nostra musica e di noi. A proposito del vostro primo album, "…Without thinking", avete parlato della soddisfazione nell’esser riusciti finalmente a dare un’istantanea del vostro mondo musicale al pubblico. Ad oggi, che evoluzioni ci sono state? (Pierpaolo) Io non parlerei di evoluzione, ma semplicemente di voglia di sperimentare sempre e non crearsi barriere artistiche. "…without thinking" è una fotografia perfetta dei primi mesi di vita dei Tuesday’s, così come "Flowers smell like candies" (seppur non sia un LP, ma solo un EP di quattro brani) ci mostra come siamo ora. Se noti, sono due sound totalmente diversi. L’unica evoluzione che c’è stata nei Tuesday’s, secondo me, è una maggiore sicurezza sul palco e una maggiore conoscenza del rispettivo "collega", da un punto di vista umano e musicale. (Alessio) Se si vuol intendere il termine evoluzione come un cambiamento credo che, siamo soggetti a continua evoluzione. Nell’arco di una sola giornata possiamo accumulare numerose esperienze individuali che in un secondo luogo potrebbero influenzare i Tuesday’s. In campo prettamente tecnico vi posso dire che ho recentemente cambiato la mia pedaliera (il wah wah pedal per l’esattezza). Ascoltando l’assolo di "Flowers smell like candies" e paragonandolo ad esempio con il solo di "We Want" (presente in "…Without thinking") si può notare una certa evoluzione. Continuiamo ad accumulare esperienza lasciando intatta la nostra voglia di creare, di suonare e di vivere a tutto tondo questo progetto. Avete scritto che, le vostre canzoni "vanno vissute a luce spenta e stesi sul letto, lasciandosi invadere dai pensieri". Voi di solito cosa ascoltate quando avvertite la necessità di raccogliere i pensieri, le emozioni? (Pierpaolo) Mi piace molto il post-rock e gruppi come Giardini di Mirò, Sigur Ros, Mogwai, ecc, e il folk statunitense, come Iron and Wine, oltre allo splendido percorso da solista di John Frusciante, ma musicalmente sono molto lunatico e vado a periodi. Ma non c’è mai un disco o un artista "di default" che ascolto in determinati momenti. (Alessio) Dipende. Potrei iniziare da Chopin e finire a "Glamodrama" dei Verdena passando per Joy Division, John Frusciante , BB king, Hendrix, Pat Metheny, Editors…In conclusione direi che ascolto tanta ma tanta Musica. In "We want" cantate di tutto ciò di cui sentite il bisogno ed invitate chi vi ascolta a fare lo stesso: oggi cosa aggiungereste di desiderare, tra quei versi? (Pierpaolo) E’ un periodo positivo della mia vita e va tutto bene così, quindi ora come ora non aggiungerei niente. Poi questo progetto ha ricevuto davvero tanti e inaspettati riscontri positivi, e la cosa mi fa tremendamente felice. Pensavo che sarebbe stato recepito con più freddezza, e invece così non è stato. Mi auguro solamente che la strada sia ancora in salita e ancora per molto tempo. (Alessio) Siete voi che potete aggiungere tutto ciò che vi passa per la mente. Noi, al tempo, ne abbiamo dato un’ interpretazione senza vincoli; come ben sapete l’interpretazione può variare di ascoltatore in ascoltatore. E’ una canzone libera dagli schemi, a cui non mi sento di aggiungere nulla per il semplice fatto che rappresenta tutto quello che volevo rappresentasse. Desideriamo entrambi continuare a fare ciò che più ci piace senza forzature,senza prefissarci traguardi, mettendoci tutto l’impegno possibile, divertimento incluso. "…Without thinking" è un costante camminare in bilico tra la voglia di guardare al presente ed al futuro, con tutte le incertezze ed insicurezze del caso, e dall’altra parte una forte esigenza di aggrapparsi ai ricordi del passato, per non lasciarli scappare via. Che tipo di consapevolezza e crescita c’è, invece, nel vostro nuovo lavoro: "Flowers smell like candies"? (Pierpaolo) Musicalmente, e credo sia evidente, c’è una maggiore solarità rispetto al precedente lavoro. Come messaggio, tutto sommato riprende quello già cantato in "With joy", ovvero di credere in sé stessi, di cercare di essere positivi sempre e scacciare via le proprie paure. In questa occasione, però, ho voluto creare uno scenario più immaginario, con una città che si ferma per guardare la tua bellezza o i bambini tristi che ti regalano il loro gelato. E’ un testo molto ben riuscito, perché ti sbatte in faccia il suo significato, e ne sono contento. (Alessio) Come dicevo prima, è semplicemente una fotografia del nostro attuale momentum creativo. E’ come entrare in una nuova camera , luminosa, con colori accesi ma avvolgenti. Rappresenta un periodo sereno delle nostre vite ed uno sguardo fiducioso al futuro. Avete definito la title track "Flowers smell like candies" come il vostro primo brano pop, in assoluto. Cos’è, anche nella vita di tutti i giorni, per voi "pop"? Si può parlare di una reale differenza tra musica pop, musica popolare e musica mainstream o siamo alla solita esigenza di trovare quante più parole possibili per definire, infine, lo stesso concetto? (Pierpaolo) Probabilmente si, vogliono dire la stessa cosa, ma, come hanno detto in molti, io preferisco solo distinguere la musica in bella e brutta. "Flowers" è un brano pop, perché la ritengo di facile ascolto, canticchiabile e solare. Generalmente si dà un’accezione negativa al pop, in quanto collegabile ai brani radiofonici o da tormentone, ma la verità è che, così come si fa del rock, blues, metal o punk pregevole o scadente, lo stesso vale per il pop. Riguardo alla prima domanda, credo che passare una bella giornata sia "un bel pop". (Alessio) Mettiamola così, abbiam pescato dal calderone degli infiniti generi musicali un bigliettino ed è uscito pop! Le parole possono avere più o meno valore a secondo del contesto, così come i significati; ciò non toglie che sempre di musica trattasi. Quando ascolto qualcosa di nuovo, non mi oriento per genere ma sono mosso dalla curiosità, dall’interesse. Un brano può piacere o far cagare indipendentemente dal genere, credo dipenda tutto da ciò che esso trasmette. Se "Flowers…" sarà apprezzata da qualcuno non sarà di certo perché noi l’abbiam definita pop. Pop ‘n roll ! In conclusione, ricordando un paio di righe del critico Simon Frith, "(…) la nostra musica preferita oggi ci raggiunge malgrado il processo industriale; e questa è precisamente la ragione per cui la musica che più amiamo è portata a sfidare le condizioni della sua stessa esistenza", dove vi sta portando la vostra musica (malgrado le difficoltà nel trovare un appoggio nell’industria musicale), quali sono le sfide alle quali vi sta portando? (Pierpaolo) Siamo nati da poco, neanche da un anno, e il fatto che già molta gente ci abbia conosciuto, in concerto o su internet (facebook in primis), ci riempie di gioia e ci dà adrenalina, così come ci entusiasma ricevere e leggere i tanti messaggi di persone che vogliono complimentarsi o anche solo parlare con noi. Il nostro viaggio è appena iniziato e vogliamo arrivare ancora molto lontano, rimanendo sempre noi stessi. Gli ostacoli, come in ogni cosa, ci sono sempre, in primis il fatto che il lavoro del musicista ha guadagni da miseria e spese folli, e nessuna assicurazione, oltre a dover tenere conto di molte persone che non rispettano minimamente ciò che fai. Ma finora i lati positivi sono di gran lunga superiori a quelli negativi. (Alessio) Certo, si può parlare di sfida se, con consapevolezza, si analizza il fatto che questo è un lavoro del quale difficilmente si campa. Con questo progetto abbiamo ricevuto tante soddisfazioni fino ad ora,soddisfazioni che ci spingono ad andare avanti e di ciò ne siamo estremamente felici e convinti. Perciò difficoltà tecniche, economiche o morali che siano, i Tuesday’s bad weather hanno tanta voglia di fare, di creare, rispettando chi ci apprezza ed anche chi non ci apprezza. Dopotutto sono le passioni che ognuno di noi ha dentro e coltiva,quelle che ci fanno davvero sentire vivi e desiderosi di vivere il giorno seguente… Per ascoltare e scaricare gratuitamente i Tuesday's Bad Weather, clicca qui.
Parole chiave: Bari, Taranto, Flowers smel like candies, ...Without thinking, Tuesday's bad weather
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