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giovedì, 25 agosto 2011 ore 13:33


Io tengo il cuore nero e la bocca amara, perché vado disperso su una schiuma di mare


Ricordi sparsi dedicati ad Enzo Del Re, attraverso il concerto-tributo tenutosi a Mola di Bari
di Stefania D'amore


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 "Io tengo la bocca amara e il cuore nero, son navigante e vado su un vapore. Io tengo il cuore nero e la bocca amara, perché vado disperso su una schiuma di mare. Ah, quando mi allontano dalla banchina, ti piango a grandi lacrime Rosina. Da levante a ponente, notte e giorni vi chiamo faccio la schiuma alla bocca , ma nessuno mi sente..."

Mola di Bari (Bari) - Un Lunedì sera speciale e suggestivo, quello appena trascorso e dedicato ad Enzo del Re ed alla sua Mola di Bari. Un evento patrocinato da Amnesty International e sostenuto dal Comune di Mola, dall'Assessorato al Mediterraneo cultura e turismo della Regione Puglia e da Puglia Sounds, ma soprattutto avvertito come un'esigenza (ed un regalo per tutto noi, spettatori) dagli amici di Enzo Del Re, in particolare Annella Andriani e Timisoara Pinto.

 

In una nuova cornice ripensata e riformulata nella sua struttura e nei piccoli dettagli, grazie al lavoro sul Lungomare di Mola dell'architetto catalano Oriol Bohigas, tantissime le persone accorse ad assistere all'evento di inaugurazione della quarta edizione del premio letterario "LibriaMola" (dal 22 al 28 agosto): un, o forse sarebbe più il caso di scrivere "il", concerto-tributo in onore di Enzo Del Re (scomparso lo scorso 6 Giugno).

 

Uno spettacolo durato più di quattro ore tenutosi all’interno dell'anfiteatro ai piedi del Castello Angioino, tra il calore e la partecipazione di circa 5mila spettatori e la devozione artistica, a tratti commovente, di molti musicisti vicini ad Enzo Del Re: Rudi Assuntino, Domingo Bombini, Vinicio Capossela, Gianni Cellamare, Paolo Ciarchi, Angelo Amoroso D'Aragona, Luca De Nuzzo, Fabularasa, Faraualla con  Pippo d'Ambrosio e Cesare Pastanella, Dario Fo (in video), Il soffio dell'otre, Antonio Infantino, Andrea Labanca, Alessio Lega, Pino Masi, Piero Nissim, Rosa Paeda, Vito Quaranta, Radicanto, Pasquale Scarano, Daniele Sepe, Sergio Staino, Squi-quocc gang band, Terrae, Tetes de Bois, Uaragniaun, Tonino Zurlo.

 

Se Teresa De Sio ha regalato una piccola testimonianza di vita quotidiana del "cantaprotestautore" (un altro dei tanti lessici coniati da Del Re) molese, a proposito della sua simpatica attitudine per l'arredamento ("La prima cosa che mi colpì del suo appartamento quando venni a visitarlo, furono i mobili: erano tutti ricavati da pile su pile di giornali. Enzo aveva bisogno di sapere, doveva essere circondato dall'informazione. Viverla e magari sedercisi sopra"), Vinicio Capossela ha concluso l'emozionante concerto invece, regalandoci tre opere magistrali di Enzo Del Re come 'Comico’, ‘Il Navigante’ e ‘Le Pietre’ in un invidiabile dialetto molese e soprattutto, gustandosi per tutta la durata dello spettacolo, molti dei piatti della cucina tipica pugliese che Enzo Del Re tanto amava, seduto alle spalle dell'anfiteatro del Castello Angioino.

 

Enzo Del Re non è stato solo un cantastorie dalla suggestiva forza evocativa ed un protagonista straordinario della stagione di lotta a pugno chiuso degli anni ’70, Enzo Del Re è stato soprattutto un ragazzo prima ed un uomo poi fattosi da solo, tra una lezione di piano a Bari vecchia, gli scherzi fatti con la lingua a scuola (da qui il "linguafono", ossia il rumore prodotto dallo schiocco della lingua sul palato, modulato dalle aperture-chiusure della bocca) e la straordinaria amicizia che, lo ha da sempre legato a Dario Fo e tantissimi altri uomini di pensiero, apparsi e comparsi nella sua meravigliosa vita.

 

Tante le magie che, hanno contribuito a renderlo un uomo sorprendente e fuori da ogni schema, non solo le sue canzoni. Odiava la Siae, l'Inps, le aziende municipalizzate dei trasporti pubblici e la Rai ed amava invece l'octopus, del quale pare ormai si stesse unicamente cibando negli ultimi mesi di vita.

 

Amava anche la musica è vero, ma di un amore diverso, l'amore che un essere umano può e vuole provare per il proprio onesto lavoro, per l'idea di guadagnare uno spicciolo solo dopo le giuste ore di fatica a servizio del proprio capo, in questo caso il pubblico.

 

Perchè Enzo Del Re era chiaramente entusiasta di essere al servizio del suo pubblico. E delle nostre coscienze.

 

 

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Commenti alla notizia (1)







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 25.08.11 | 18:19

Francesco Guccini su Enzo Del Re: "era un pugliese di Nola (sic) che aveva studiato al Conservatorio di Bari ma che presto aveva buttato gli strumenti classici per le scatole di cartone, le valigie e le sedie. Sì, la sua passione era suonare le sedie. Arrivava sul luogo del concerto senza strumeni, saliva sul palco, individuava una sedia in sala, la prendeva e cominciava a percuoterla, utilizzandola come accompagnamento al canto. (...) Era un tipo un po' strano. Girava sempre con una borsa rossa piena di libri di Mao, rifiutava i contributi previdenziali e odiava tutto ciò che era proprietà privata. Compresi i mezzi di trasporto. Ricordo un concerto con lui a Rovereto; finì molto tardi e gli autobus avevano concluso la loro ultima corsa. Essendo il paese piuttosto piccolo, non esistevano corse notturna. Lui obbligò gli amici militanti che lo ospitavano a casa loro a camminare per chilometri, pur avendo la macchina fuori dal luogo del concerto. Non voleva salire sull'auto di un privato, anche se il privato era un militante come lui. (...) 2 minuti fa · Mi piace

di Luigi Iacobellis

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