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Musica
venerdì, 20 gennaio 2012 ore 16:18
La fame di Camilla: quando la musica conta
In attesa della prima nazionale di sabato 21 gennaio (ore 21.30), presso il Teatro Forma di Bari, e dell'uscita de "L'attesa" la band si racconta
di Stefania D'amore

Bari - Un nuovo album per La fame di Camilla dall'emblematico titolo "L'attesa": un'uscita prevista per il 31 gennaio, che racconta di un felice ritorno dopo un lungo tour che ha visto coinvolta la band, nel 2011, per la promozione del precedente lavoro d'esordio del 2010, "Buio e luce." 


Ed in attesa di poterli seguire per la prima nazionale di sabato 21 gennaio (ore 21.30), presso il Teatro Forma di Bari, il gruppo si è esibito per un mini-showcase riservato alla stampa: un'occasione in più, per ascoltare alcuni brani estratti dall'ultimo progetto musicale, come l'intensa "La stagione dell'amore silenzioso" e la melanconica "Crescere". 
Con un singolo in controtendenza, rispetto al loro "tradizionale modo cervellotico" di strutturare le canzoni, già in rotazione radiofonica, "Susy e l'infinito", La fame di Camilla dimostra di essere cresciuta molto dalla partecipazione del 2010 al Festival di Sanremo. La voce e la chitarra della band, Ermal Meta, parla infatti di un album di sinergie e collaborazioni intense, tra tutti gli elementi del gruppo, spesso intervallate anche da scontri ma pur sempre costruttivi. Così costruttivi, che nel corso delle loro ultime esibizioni e grazie anche ad una convivenza forzata ventiquattro ore no stop, hanno regalato "L'attesa", pubblicato su etichetta Universal Music. Un album prodotto da Fabrizio Barbacci e registrato negli studi dei Negrita, per i quali apriranno diversi concerti.  


Ad Ermal Meta, Giovanni Colatorti (chitarre), Dino Rubini (bassi) e Lele Dian (batteria) non piace la definizione spesso usata per questo ultimo lavoro di "disco della maturità", vista la loro natura spesso rivendicata dagli stessi di "emergenti". Più adatta la definizione di un "disco maturo", scritto da una band che "qui in Italia è giovanissima sì, eppure in Inghilterra avrebbe già l'età giusta per mostrare qualche vena varicosa", citando il cantautore Ermel.


14 storie compongono il racconto di vita della band, tra fotogrammi di un addio e paure, fin troppo umane, come quella della solitudine. Una band consapevole di necessitare di una componente intensa sì, ma anche leggera e a tratti frivola (come dimostrano, ad esempio, brani come "Bye bye baby"). Essenziale trovare altre forme di comunicazione oltre la musica, oltre le parole, oltre lo stare sul palco: da qui la maggiore attenzione ai dettagli, come ad esempio la scelta della copertina, una sorta di Test di Rorschach.


Non manca infine una piccola nota polemica nei confronti di Sanremo, meccanismo all'interno del quale "di tutto importa, tranne che della musica".


Biglietti ancora disponibili, posto unico euro 15 (prevendita BookingShow).

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

   

 






 

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