Seguici su
Prima Pagina Cronaca| Politica| Attualita'| Sport| Università e scuola| Cultura e spettacoli| Mediagallery| Eventi|
Musica
martedì, 24 gennaio 2012 ore 13:00
Cate(te)ring: La poesia della condivisione
Esce il nuovo progetto musicale del cantautore barese Fabrizio D'Elia. In esclusiva per Go-Bari.it abbiamo parlato di Arte e precariato, voglia di riuscire e continuare a sognare
di Stefania D'amore

Il 24.01.2012 nasce il progetto "Cate(te)ring" (info@catetering.it): un contenitore d'arte, una piccola finestra di un monolocale indipendente sul mondo. Si tratta di un album musicale prima di tutto, un progetto che descrive due anni "viaggianti" e curiosi del cantautore ventisettenne Fabrizio D'Elia, che racconta storie riguardanti la sua generazione e non solo. Diciassette tracce che trattano l'attualità come fosse un sogno e i sogni come fossero vita vissuta.

 

Cate(te)ring è anche un album video, grazie ai videoclip che alcuni videomakers hanno creato; un album di fotografie scattate da diciassette fotografi;  un album di disegni fatti da matite e mouse, punti di vista astratti che sfociano nel mare dei sogni. Un album di ricordi, che un giorno lo diventeranno per davvero, grazie ad alcuni artisti che hanno voluto movimentare le immagini, rendendo il gioco ancora più magico.
Un progetto completamente gratuito, dove non ci saranno premi, compensi, competizioni o gare.

 

Noi di Go-Bari.it abbiamo intervistato, in esclusiva, il cantautore Fabrizio D'Elia:

 

Quale idea ti ha spinto a scrivere "Cate(te)ring", c'è un fil rouge che attraversa le 17 canzoni dell'album?

Ho deciso di scrivere Cate(te)ring quando, subito dopo la mia parentesi in Inghilterra, sono tornato in Italia e, guardandomi intorno, mi sono sentito limitato, in uno spazio stretto e chiuso, un posto dove non mi era possibile esprimere il mio potenziale, la mia arte, le mie idee. Sono tornato e mi sono domandato: qual è e dov'è il mio futuro? I 17 brani seguono un ordine temporale, ma non necessariamente cronologico. È chiaro che ciò che scrivo è figlio di ciò che vivo, quindi tutte le esperienze che ho vissuto in questi ultimi 2 anni sono racchiuse nei 17 pezzi dell'album. I brani però tra loro sono diversi, presentano ritmiche e tematiche differenti l'uno dall'altro. Questo rispecchia un po' il mio carattere, a volte eccentrico, altre volte malinconico.

 

Quale messaggio è nascosto nel gioco di parole "Cate(te)ring?

Il gioco di parole svelabile è: Catetere - Catering, nomi che intrecciati compongono appunto Cate(te)ring. Il significato di questo intreccio è racchiuso nel brano più rappresentativo dell'album, che tra l'altro è il pezzo che da il nome all'album stesso e al progetto. Chiaramente chi vuole sapere in che modo ho associato questi due termini così apparentemente diversi tra loro dovrà andarsi ad ascoltare il brano! Tuttavia, queste non sono le uniche due parole intrecciate. Ce ne sono delle altre, nascoste tra le righe dei 17 pezzi, che svelerò in seguito sul blog del sito internet: www.catetering.it.

 

Il tuo sarà un album video, un album di fotografie, un album di disegni: da cosa nasce il desiderio di coinvolgere altre forme d'Arte nel tuo lavoro, in una sorta di sinergia multisensoriale?

Cate(te)ring vuole essere un progetto che fa della condivisione artistica il suo punto di forza. Ho pensato a quanto potesse esser magnifico poter creare un qualcosa di mio e renderlo fruibile gratuitamente a tutti. Una volta realizzato il mio prodotto, ho iniziato ad affidare dei brani ad alcuni fotografi che si erano resi disponibili a fare degli scatti per alcuni brani. Dì lì, quasi per gioco, è cresciuta sempre di più la voglia di coinvolgere altri artisti che mettessero a disposizione della comunità, così come ho fatto io nell'idea iniziale, la propria arte.

 

Ci racconti il meccanismo che muove la produzione di un album: la creatività e la sensibilità di un cantautore quanto spazio trovano in un passaggio, spesso definito da alcuni artisti come "freddo, necessario (al contrario della stesura dei pezzi)"?

Trovo che la produzione di un album non sia ‘fredda, necessaria', poi dipende sempre dalle reali intenzioni di chi lo sta producendo. Arte-denaro è un connubio che va calibrato con estrema precisione: trovo sia giusto valorizzare gli artisti non solo incentivandoli verbalmente ma anche economicamente. Riconosco tuttavia la "pericolosità" del Dio denaro in un mondo, quello dell'arte, fatto di sensibilità, di spiritualità, di anime, di ispirazioni. Chiaro, è un mio parere, però il fatto che quest'album sia totalmente autoprodotto e autofinanziato evidenzia la passione che mi spinge, molto spesso di notte, a dare vita ai brani che scrivo, compongo, arrangio e registro.

 

Una parola alla base della tua iniziativa è "condivisione". Scelta ironica e coraggiosa, se associata ai due termini chiave dell'anno appena trascorso: "precariato" ed "instabilità". Da cantautore e soprattutto ragazzo di 27 anni, appassionato di musica, quale parola vorresti poter usare per descrivere l'anno appena passato, perchè?

Innanzitutto, per quanto comprendo che "precariato" e "instabilità" possano essere state le parole dell'anno appena trascorso per ovvie motivazioni, credo che queste stesse parole non debbano essere utilizzate come alibi per farsi scoraggiare, per non creare qualcosa di bello, per non condividere. Al contrario, devono servire come stimolo per rimetterci in piedi il prima possibile. Dovessi pensare ad una parola per descrivere l'anno appena trascorso, direi ‘Badante'. Ne offrirei uno/a al governo caduto di recente, sperando si sia rotto almeno il femore.

 

Per chi fosse interessato o semplicemente curioso, "Ca(te)tering" è un lavoro è continuo divenire, chiunque può inviare i propri contributi (foto, videoclip, ritratti, poesie, disegni, tracce audio) ispirandosi ad uno o a più brani dell'album all'indirizzo: info@catetering.it.

 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

   

 






 

Non sono presenti commenti

 

Notizie più discusse
Leggi anche
venerdì 18 maggio 2012















Powered by Go-System