Lo stemma della Città di Bari, è costituito da uno scudo sannitico, diviso verticalmente in due metà di colore argento e rosso, timbrato da una corona. Sull'origine del simbolo barese non ci sono prove certe. A riguardo, lo storico seicentesco Antonio Beatillo propose un'origine semi-leggendaria, facendo risalire l'icona all'occupazione saracena del IX secolo.
Tuttavia, il Beatilo non ha consultato nessuna fonte in merito e, inoltre, non si può parlare di armi araldiche prima dell'XI secolo. Sulla base delle somiglianze con gli stemmi di altre città vicine, come Barletta ed Altamura, si potrebbe dedurre una datazione risalente al XII secolo sotto la dinastia degli Hohenstaufen. Ipotesi plausibile, considerando l'uso degli stessi colori e della geometria dell'arma. Infatti il rosso era il colore imperiale per eccellenza, mentre la partizione verticale, era segno di ghibellinismo.
Un'altra possibilità è che il blasone sia in relazione con le crociate: bianco e rosso erano i colori spesso portati dai guerrieri che vi prendevano parte e Bari, fu uno dei principali porti per l'imbarco verso la Terra Santa e il punto da cui partì l'armata al comando di Boemondo d'Altavilla. Una figura, abolita nel XIX secolo, poneva sullo stemma il Santo Patrono, San Nicola. Poco probabile è invece, il ricondurre lo stemma al legame che la città ha avuto in passato con la monarchia polacca tramite Bona Sforza, essendo lo stesso antecedente a questi eventi. Lo stemma civico è tutt'ora presente anche sul sigillo dell'Universita degli Studi di Bari e sullo stemma del IX Reggimento fanteria della città.
Parole chiave: bari, crociate, beatillo, stemma
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