Bari - L'AS Bari vuole limitare i danni e, anzi, costituirsi parte lesa contro quei giocatori che saranno ritenuti responsabili del ciclone calcioscommese. La decisione viene comunicata a poche ore dalla
scarcerazione del presunto collegamento tra calciatori e "gli zingari" Angelo Iacovelli, a margine della presentazione del nuovo amministratore unico Franco Vinella ("Sono un fedelissimo della famiglia Matarrese. Con questa società ho un debito di riconoscenza di 28 anni", le sue prime parole). Il direttore Claudio Garzelli vuole lanciare un segnale forte e comunica la decisione del club: "Questa mattina con l'assistenza degli avvocati Aurelio e Vittorio Gironda abbiamo depositato al tribunale di Bari una denuncia per truffa ai danni della società contro i presunti responsabili dell'organizzazione che avrebbe falsato alcune gare. Vuol essere una piattaforma di difesa per gli interessi della società ma soprattutto degli sportivi e dei tifosi che abbiamo il dovere di tutelare. Inoltre - rincara la dose - ci siamo costituiti come parte offesa in caso di procedimento a carico dei tesserati che risultassero implicati".
I diversi procedimenti - La doppia decisione è legata al fatto che per procedere davanti alla giustizia ordinaria contro i suoi ex calciatori la dirigenza ha bisogno di un'autorizzazione della FIGC ("alla quale abbiamo inviato richiesta, ma che prevediamo sarà restìa", aggiunge Garzelli). In caso di eventuale processo, con il secondo atto di questa mattina, il Bari potrebbe comunque diventare parte offesa e costituirsi parte civile contro gli eventuali imputati. Sulla responsabilità oggettiva gli uomini di via Torrebella confidano di vedersi riconosciuta una condizione esimente per aver messo in piedi da tempo "ogni attività volta a far conoscere ai calciatori le loro responsabilità", da codici interni fino alla creazione di diverse figure società di collegamento con i vertici.
Il controllo della società - "Nessuno in questi mesi ha potuto mai citare dirigenti o società come implicati perché siamo estranei - scandisce Garzelli - ma è ovvio che in questi casi non si può rimanere tranquilli per la responsabilità oggettiva. È impossibile controllare i giocatori completamente, specie in questo tempo di calcio moderno, in cui bisogna parlare tramite procuratori ed è difficile avere contatti più immediati". E ce n'è anche per Iacovelli: "uno che bazzicava lo spogliatoio ma che il direttore Angelozzi ha cacciato appena rientrati dallo scorso ritiro estivo. Se però intrattenesse rapporti fuori dallo stadio con i singoli è impossibile saperlo". Così come esclude si potessero avere sospetti per i singoli atteggiamenti durante le partite, pur ammettendo "tensioni interne" con un evidente "malessere" di molti non appena la classifica si è fatta difficile. "È escluso che gli eventuali incontri avvenissero negli alberghi dei ritiri, sotto i nostri occhi".
I punti di penalizzazione - Le recenti decisioni legate all'Ascoli calcio (passato da sei a tre punti di penalizzazione per i casi Sommese e Micolucci) farebbero ben sperare anche il Bari. L'eventuale decurtazione difficilmente sarà di dieci punti, come si ipotizzava. In particolare secondo la giurisprudenza del collegio arbitrale del Tnas sarebbe ininfluente il numero di partite accertate come truccate (e quindi cadrebbe la tesi di una punizione quantificata sui match), essendo importante il solo fatto unico dell'illecito. Del resto la società non ha tratto benefici sportivi dal comportamento degli indagati.
Gli stipendi - Garzelli non si sbottona sulla questione stipendi, in vista della scadenza del 14 febbraio e di una possibile ulteriore mazzata sulla classifica odierna. "Stiamo lavorando alacremente, non posso dire niente". E sull'argomento la beffa è dietro l'angolo: dovranno essere pagati gli arretrati anche per i sospettati di calcioscommesse. Il collegio arbitrale non ha ritenuto ammissibili le riserve della società, né esistono strumenti giuridici per sospendere quelle pendenze. Gli obiettivi del Bari però non cambiano: "Si va in campo per vincere, vogliamo ancora giocarci la serie A".