Fumata nera per la nomina del nuovo sovrintendente. Il Cda chiede un nuovo modello di gestione dell’ente lirico
di Antonio Scotti
Bari - Slitta ancora la nomina del nuovo sovrintendente del teatro Petruzzelli. Il consiglio d’amministrazione convocato ieri mattina non ha deliberato alcuna decisione sul sostituto dell’uscente Giandomenico Vaccari. Le divergenze fra i componenti del cda continuano e sembra che prima di procedere alla nomina del neosovrintendente si voglia anzitutto far chiarezza sullo stato dei conti della Fondazione, che ha già acceso un mutuo per coprire i buchi di bilancio. Quasi l'80% delle risorse che giungono all'ente lirico servono per coprire le spese di personale e quindi per la produzione rimane ben poco. Una direzione di marcia che i vertici del cad intendono cambiare. Alla riunione di oggi ha partecipato Carlo Fontana, già sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, presente nella conferenza stampa di chiarimento convocata da Michele Emiliano.
Al termine della riunione si è stabilito che la nomina del sovrintendente sarà un atto successivo alla decisione circa il modello di gestione che l’ente lirico dovrà adottare da qui in avanti, soprattutto in vista di un progressivo taglio delle risorse da parte del ministero verso tutti gli enti lirici e sinfonici. Tre le ipotesi descritte dal sindaco di Bari. La prima: creazione di un gruppo orchestrale regionale pagato e gestito interamente dalla Regione Puglia. In pratica un'opera di fusione dell'orchestra della Provincia e quella della Fondazione, capace di assicurare
l’utilizzo dei suoi musicisti in tutti i teatri pugliesi.
La seconda: aggancio del costo delle masse artistiche a diversi fonti di finanziamento, in particolare di provenienza regionale (in questo caso i lavoratori avrebbero un contratto della Fondazione ma sarebbero pagati dalla Regione Puglia, ndr).
La terza: creare gruppi, sul modello cooperativo, da far convenzionare con la Fondazione ed, eventualmente, con altri teatri della Puglia.
Michele Emiliano di fronte a queste tre possibilità, si definisce pessimista: “Il Cda mi è parso in grave difficoltà nel conciliare le diverse visioni degli enti locali e del governo. Non avendo più i numeri per governare secondo il modello definito in questi anni non posso che dire 'ad impossibilia nemo tenetur' ”.
Ed è sempre Michele Emiliano a chiedere al governo un tavolo con tutti gli enti locali per capire il destino del Petruzzelli: “Chiediamo al ministro qual è l’intenzione del governo, vogliamo capire se intendono espropriarlo o consegnarlo a qualcuno, perché se le difficoltà di gestione dovessero continuare sarebbe preferibile procedere con un atto di commissariamento”.
L’empasse continuerà ed è sempre più evidente come Emiliano sia politicamente in minoranza all’interno della Fondazione. L’unità d’intenti e visione di Angiola Filipponio Tatarella e Alessandro Laterza, consiglieri delegati del ministero per i Beni culturali, ha trovato l’appoggio anche di Nuccio Altieri, vicepresidente della Fondazione, Sabino Persichella, componente del cda su incarico della Regione, e, infine, di Erasmo Antro, rappresentante dalla Camera di commercio di Bari. Michele Emiliano, quindi, si ritrova con il solo appoggio di Michele Bollettieri. La palla ora passa a Palazzo Chigi. Ma per la Fondazione il futuro è sempre più incerto.
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