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mercoledì, 22 febbraio 2012 ore 16:56
Barca: Puglia? "Sull'orlo del decollo"
Vendola: "Connettere meglio i salvadanai comunitari e leggerli dal punto di vista degli effetti finali"
Fabrizio Barca, Nichi Vendola
di Antonio Bucci

Bari – La Puglia? "Ho la sensazione che, in tutte le sue manifestazioni, sia sull'orlo del decollo". È Fabrizio Barca a concedersi il plauso benaugurante durante la conferenza stampa congiunta con il Presidente Vendola allo Sheraton Hotel. 

Il Ministro per la coesione territoriale, nel capoluogo al termine della due giorni pugliese, interviene al convegno della Cgil sulle politiche di coesione europee. E proprio ad Europa e fondi, europei e non, riserva alcune novità, garantendo la responsabilità ad assicurare le risorse di Bruxelles “con il massimo dell’efficacia, trasparenza e ritorno”. Prima, però, c’è il tempo di una panoramica del raggio d’azione delle amministrazioni regionali. Per argomentare il plauso iniziale  cita l’ “imprenditoria innovatrice” e l’Università ma anche il tasso di disoccupazione giovanile pugliese, che pur gravato dalla crisi, è peggiorato meno, tanto se messo in relazione alle regioni del Nord, quanto alle altre dello stesso Mezzogiorno. A chi gli chiede quale sia il valore aggiunto del Governo centrale rispetto allo spazio di manovra degli amministratori locali, risponde con un trittico: cooperazione rafforzata, centri di competenza e regole più efficaci sui fondi comunitari attraverso un piano d’azione continuamente aggiornato.

I fondi, appunto. Barca accelera e propone di anticipare il dibattito sull’utilizzo delle risorse Ue per il periodo 2014-2020. Per il periodo 2007 – 2013, invece, la Finanziaria del 2007 prevedeva la  programmazione unitaria: presentare entro maggio la rendicontazione del 40% dei fondi?  Il Governatore prova a cambiare la timeline. La richiesta è la possibilità di scandire in modo più elastico i punti di monitoraggio, collocando i target del 20% a fine giugno e di collocare il target del 70% della spesa a fine ottobre. "Quindi, nessuna fuga dall’obiettivo di avere sempre una meta da raggiungere, ma una collocazione in forme compatibili con la capacità produttiva e con i tempi di lavoro degli enti regionali. Su questo penso che ci stiamo avviando a chiudere un accordo", conclude ottimista. Lo sforzo, spiega, è quello di "connettere meglio tutti i salvadanai comunitari e leggerli dal punto di vista degli effetti finali", tenendo come punto fermo che le risorse, quand’anche rimodulate, restino sempre nei territori a cui sono destinate e che le quote di co-finanziamento possano essere riallocate in una maniera svincolata dagli obblighi del Patto di Stabilità.

Certo è invece lo sblocco entro sei mesi di un miliardo e duecento milioni per le infrastrutture, come da delibera Cipe di agosto, con un vantaggio annunciato di due mesi sulla tabella di marcia normativa. D’altro canto, dirà poi, “non ci presentiamo davanti al Governo con il cappello in mano”.

Soddisfazione dal Pdl, a quanto fa sapere il capogruppo regionale Rocco Palese, che auspica: "Ci auguriamo che il Governo Monti dia seguito all’impegno assunto dal Ministro sulla necessità di abbreviare i tempi di attuazione delle Delibere Cipe, perché per dare compimento agli impegni, agli accordi e ai finanziamenti stabiliti dal Governo Berlusconi, manca solo l’attuazione delle stesse". “Veniamo da tre anni di crisi negata e di manovre da 190 miliardi di euro, con blocco dei fondi Fas e senza una governance”, tuoneranno poche ore più tardi dal palco della Cgil.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

Parole chiave: Vendola, Barca, Fas, Europa, Cipe, fondi, Cgil, Epifani, Camusso, Articolo 18, Marcegaglia

 

   

 






 

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