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giovedì, 3 novembre 2011 ore 12:56
Piccinni, Rota, Kursaal: futuro senza certezza
Cantieri non aperti, cronoprogrammi saltati e pochi soldi: che progetto c'è per i teatri baresi? 
Teatro Piccinni
di Antonio Scotti

Bari - Capitale europea della cultura nel 2019. Bari è pronta a candidarsi come centro nevralgico culturale del continente. La formalizzazione della domanda dovrà essere presentata entro il 2013, ma per il momento nulla si conosce su come il capoluogo regionale abbia intenzione di presentarsi all’evento. 
Ma prima di eventi epocali, Bari si deve scontrare con la difficoltà di fare cultura nel quotidiano. Abbarbicati alla vitalità dei piccoli laboratori teatrali, all’encomiabile attività di alcune librerie e alle rassegne ad hoc che vengono costruite, a Bari inizia a rivedersi lo spettro del 1995, quando nella “città dei teatri” non rimase nulla se non le macerie del Petruzzelli, il vuoto del Margherita e il Piccinni con i lavori di messa a norma da avviare. Per non parlare dell’auditorium Nino Rota, sepolto da una selva di ritardi e amnesie amministrative. All’epoca qualcuno pensò di costruire un teatro tenda, ma la città, a giusta ragione, volse alle spalle  ad un progetto che sapeva più di circo che di teatro.

Oggi qualcosa sembra rimaterializzarsi. Il Petruzzelli è stato riaperto dopo quasi venti anni. Nel bel mezzo di un contenzioso giuridico che ha diviso enti locali e famiglia proprietaria, i baresi hanno aspettato quasi due decenni prima che il sipario potesse tornare ad aprirsi. Il capolavoro dei restauratori ci ha riconsegnato un Petruzzelli identico e forse ancora più bello del precedente. Ma ora siamo alle solite: mancano i soldi. Dobbiamo stringere la cinta e così la Fondazione lirico-sinfonica barese sarà costretta ad accontentarsi degli spiccioli o, secondo alcune ipotesi al vaglio di Palazzo Chigi, ad unirsi con il San Carlo di Napoli. Il Macbeth di Verdi, che avrebbe dovuto inaugurare la stagione il 6 dicembre, è già saltato e di questo passo la prospettiva di un ridimensionamento forte è ben più che una ipotesi.

Capitolo Piccinni. Il primo teatro di Bari, punto di riferimento per gli amanti della prosa, è stato chiuso. I lavori per il restauro non sono ancora partiti nonostante le impalcature esterne e il recinto in legno del porticato diano l’impressione di un cantiere in movimento. Il teatro di corso Vittorio Emanuele rimarrà chiuso per un tempo non ancora definito. Il sindaco Michele Emiliano in una conferenza stampa utilizzò l’analogia con i muratori in casa per segnalare “che i lavori si sa quando iniziano e mai quando finiscono”. Il problema è che il cantiere non esiste e di operai neanche l’ombra.  Prima di 24 mesi (tempo stimato nel 2010 dall’assessore ai Lavori pubblici Marco Lacarra) sarà difficile veder riaperto il piccolo politeama. A disposizione ci sono 15 milioni di euro per ammodernare la struttura e adeguarla alle nuove norme anti-incendio. Ma quando s’inizia nessuno lo sa e la prosa quest’anno sarà itinerante, passando dal cinema Royal alla multisala Showille, dal Kismet al Forma. L'allora assessore alla cultura Nicola Laforgia propose dei lavori sviluppati su cinque anni. Una proposta che non avrebbe mai ostacolato la stagione di prosa al Piccinni, ma quel progetto fu scartato ed ora si punterà a far tutto in due anni.  
 
Spostandoci a Largo Adua ci ritroviamo con il Kursaal Santalucia desolatamente chiuso. La struttura messa in vendita dai proprietari è stata più volte definita dai vigili del fuco inagibile per motivi di sicurezza. Una scala antincendio troppo vicina alle abitazioni di un interno  ha tenuto sempre in bilico il destino di questo teatro. Un anno fa, la Regione Puglia ne fece il contenitore de “La Case delle Musiche” nell’ambito del progetto Puglia Sounds. Oggi c’è solo un catenaccio. La speranza è che gli enti locali facciano qualcosa. Ma se il Comune può poco con i cordoni del patto di stabilità che si ritrova, la Regione sembra aver aperto uno spiraglio. L’unica certezza è l’asta che avverrà a gennaio. Con un governo nazionale traballante e una campagna elettorale alle porte, riusciranno i nostri amministratori ad eleborare uno straccio di proposta?

In via Cifarelli, il cantiere dell’auditorium 'Nino Rota' prosegue. L’ultimo sopralluogo compiuto dall’assessore provinciale Nuccio Altieri e dalla collega regionale all’Urbanistica Angela Barbanente è servito quanto meno a dare un segnale: i soldi del Fas stanno per arrivare. Con quelli si potrebbe dare un’accelerata ai lavori, al fine di concluderli entro il 2012. Ma sul Rota le date oramai costituiscono un esercizio politico a cui pochi sono disposti a credere.

Poi c’è il Margherita, il cui interno rabberciato sembra essere la location ideale per esposizioni di arte contemporanea. Vedremo se il progetto di una Fondazione dedicata esclusivamente al tema dell’arte prenderà quota. Di certo sarebbe una bella boccata di ossigeno. Nessuno sa però quel sia il progetto culturale attorno al quale iniziare a programmare una costante attività espositiva nel Margherita. C’è una idea dalla Fondazione Morra Greco di Napoli, ma su questo punto Comune e Regione sembra non abbiano trovato una intesa. 

Nei prossimi mesi capiremo che strada verrà intrapresa per dare un futuro a questi contenitori culturali. Riuscirà la politica a dare una risposte convincenti? 

Attibuzione - Non commerciale

 

   

 






 

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