Facciamo finta che. O, se preferite, What if. Facciamo finta che voi siate il sindaco di una città in cui spesso i "signori" si rivelano degli autentici pezzenti e questi ultimi, ritenuti ovviamente incapaci di fare alcunchè di memorabile, si rivelino gli autentici signori. Siete il sindaco e avete ovviamente un sacco di persone attorno: impossibile, pare, che non si crei la corte attorno a voi.
Ovviamente avete un mucchio di veri amici, anche su facebook, dove spessissimo vi intrattenete a discutere di cose della città che governate insieme a una finta maggioranza. Finta perchè il vostro partito, di cui siete persino presidente regionale, non vi segue da un pezzo e gli altri "alleati" preferiscono contrattare con voi gli assessori, e le assessore, piuttosto che sforzarsi di avere un'idea della città che vada al di là dell' hic e del nunc.
Ma tant'è. Ora c'è anche una crisi feroce che, tagli su tagli, ha mandato in pensione il programma per l'area metropolitana e la nascita dei municipi. Giusto per non perdere l'esercizio, avete chiuso al traffico un'altra via del centro, forse riuscirete a creare un altro parco urbano prima che vi scada il secondo mandato, mentre pare stiate avendo scarso successo sia con il futuro di parco Perotti, sia con un polo per la Giustizia che non si riveli alla fine l'affare del millennio per il solito palazzinaro raccomandato, questa volta addirittura a livello nazionale.
Ma arriva capodanno e bisogna onorare la tradizione che fu inventata qualche lustro fa da un Assessore alla Cultura fantasioso e potente al punto di creare l'unico premio letterario della vostra città (di cui si parla ancora anche sui media nazionali) e imporre ai Domenicani di San Nicola l'unico corteo storico degno d'essere ricordato e di cui si favoleggia ancora oggi.
Arriva Capodanno (così ci ha raccontato uno dei vostri consiglieri) vi viene voglia di rivedere Elio e le storie tese che ormai, per parafrasare una felice espressione di qualche tempo fa del mio amico, collega e maestro Oscar Iarussi (a proposito dell'onnipresente Rudolf Nureiev), sembra che vivano a Bitritto per quante volte sono venuti a Bari.
Immediatamente si mettono a vostra disposizione e vi dicono che, grazie all'amicizia personale di un'agenzia di comunicazione che è anche, ma guarda un po', editrice di una radio locale, anzi localissima, costerà alle tasche di tutti i vostri concittadini, "appena" 125 mila euro.
Vi sembra un affarone e forse lo è, visto quanto sono costati l'anno prima alla città di Firenze. Lo scopo è quello di divertirsi, magari in modo intelligente, con un gruppo famosissimo che, grazie al lenocinio televisivo (X Factor), oggi è davvero sugli scudi. Bene, vada per Elio...e per il gruppo organizzatore che si è proposto, direttamente, senza che, come si fa da qualche anno per il corteo di san Nicola, sia stato fatto un avviso pubblico.
Magari, chi sa, ci poteva essere qualcun altro in grado di averli anche a meno, o di offrire qualcosa di più oltre allo spettacolino da cabaret da sui pare non si possa prescindere e i dj della radio localissima. Che ottiene anche una bella visibilità a spese di tutti: si fa mettere il logo sul manifesto (cento manifesti in tutto, ci è stato detto).
Le altre radio, per esempio, che gli anni precedenti hanno di buon grado regalato spot all'evento di capodanno, per il 2011 si guarderanno bene dal farlo, perchè nessuno le ha coinvolte: gli spot stanno infatti passando solo sulla radio localissima, mentre sarebbe stato intelligente che di questo evento sapessero anche al di là della cinta daziaria, magari anche fuori regione.
Inoltre la serata di Bari non sarà ripresa da nessuna emittente televisiva. Nè localè e men che meno nazionale. Insomma, dal punto di vista della visibilità, una debacle.
Forse non ve ne siete resi conto: ma sul capodanno Bari è stata, ancora una volta, retrocessa a quello che di fatto è. Un bel paesone della provincia profonda.
Ormai la frittata è fatta, la figuraccia in arrivo è inevitabile. Ma, visto il black out comunicazionale (di questo evento si parla solo sulla radio di cui sopra), forse non se ne accorgerà nessuno.
Parole chiave: elio e le storie tese, capodanno, concerto, controradio, mediaeuro
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