Michele Emiliano si è allineato con le maggiori città italiane e ha emanato un’ordinanza sindacale per la repressione di chi vende e usa i micidiali botti di capodanno, anche quelli a libero commercio. Non è specificato, ma le stelle filanti si sono salvate dal divieto per la felicità dei tanti, grandi e piccoli, che associano da sempre lo scintillio della polvere pirica alla gioia della festa.
Ma per tutto il resto è guerra aperta, e anche guerra civile nel senso che da Facebook il sindaco sta invitando chiunque ne abbia contezza a segnalare i luoghi, specie quelli all’aperto presumibilmente abusivi, dove si vendono i botti proibiti, quelli pericolosi e potenzialmente mortali.
I cittadini si dividono nettamente fra chi collabora senza pensarci e chi si arrocca dietro la motivazione che “ci sono le forze dell’ordine”. Negli anni passati abbiamo visto che le forze dell’ordine non sono bastate per evitare morti, accecati, mutilati e gravemente ustionati.
La tradizione dei botti è talmente radicata, e non solo al sud, che spesso si dimentica come sia pericoloso gestire la polvere da sparo e quanti incidenti disastrosamente mortali accadano anche fra gli esperti, quelli che i botti li fabbricano per le feste patronali.
Ora vedremo, fra poche ore, che effetto avrà l’ordinanza del sindaco. Quanto a noi, ci aspettiamo da voi commenti, foto, filmati. Potete postare tutto qui o inviare foto e filmati alla pagina fan di Gobari su face book.
E che sia un 2012 degno d’essere vissuto.
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