Il Sindaco di Bari su Facebook rompe il suo silenzio sulle questioni societarie del Bari e attacca la famiglia Matarrese
di Marco Beltrami
Bari - Michele Emiliano è "sceso nuovamente in campo", intervenendo pubblicamente sulle vicende societarie del Bari Calcio, e implicitamente anche sugli strascichi della querelle Meleam-Matarrese.
LE VERITA' DI EMILIANO SULLA TRATTATIVA - Il primo cittadino, contestato nei giorni scorsi da alcuni tifosi biancorossi, è tornato a parlare dei destini del Galletto, e lo ha fatto alla sua maniera ovvero tramite un post sulla sua pagina ufficiale Facebook. Eccone il testo: "Il mio silenzio sul Bari viene strumentalizzato dagli attori di questa brutta vicenda. Ormai è chiaro che la squadra può essere ceduta solo a condizione di non chiedere danaro agli acquirenti che dovrebbero avere solo il compito di pagare tutti i debiti relativi agli stipendi dei giocatori che ove non saldati provocherebbero il fallimento e la retrocessione del Bari. La famiglia Matarrese pretende invece altri soldi per attutire un buco di diverse decine di milioni di euro, tra quali anche dieci milioni di iva non versata. Se si rimane fermi qui il Bari fallisce e retrocede e la cordata di imprenditori che si è formata non può scendere in campo".Parole forti quelle del Sindaco che risuonano come un invito chiaro alle parti e soprattutto alla famiglia Matarrese affinchè si faccia uno "sforzo" per salvare la squadra cittadina che, altrimenti, rischia una fine davvero ingloriosa.
LA RISPOSTA DEL SINDACO AI TIFOSI CONTESTATORI - Il Sindaco di Bari, un vero fiume in piena, forse stanco anche delle accuse rivoltegli proprio dai tifosi ha rincarato la dose sempre sulla sua pagina ufficiale sul Social Network principe, rispondendo in questa maniere ai contestatori: "Lo striscione dei fantomatici quattro tifosi del Bari che mi accusano di strumentalizzazione politica ed elettorale è la prova della spregiudicatezza di chi vuole costringere, attraverso il sindaco, i nuovi possibili acquirenti del Bari ad accettare condizioni economiche inaccettabili. Non mi faccio trascinare in questa porcheria. Io non sono candidabile una terza volta a Sindaco di bari ed occuparmi del Bari fuori dalle mie competenze amministrativa è cosa che faccio a malincuore, accettando un gravissimo rischio di immagine che corro per amore e responsabilità verso la mia Città ed i miei concittadini.
STRALI CONTRO I MATARRESE - Infine un nuovo sfogo-affondo contro i Matarrese, con parole che son destinate a gettare ulteriore benzina sul fuoco: "E oggi mi voglio togliere un altro sfizio visto che ci sono: io sono salito sul pulmann del Bari il giorno della promozione solo dopo aver visto "già salito in coppa" il mio avversario alle elezioni Simeone Di Cagno Abbrescia, già caricato all'aeroporto, dopo aver saputo che Tonino Matarrese si sarebbe candidato contro di me alle elezioni, dopo aver saputo che avrebbero preso in giro voi e mister Conte con la falsa notizia della sua conferma come allenatore, ed al solo scopo di consegnare al Capitano della squadra la bandiera della Città che io in quel momento rappresentavo. L'ho detto porca miseria, mi sono liberato".
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