Orbata della spettacolare penna di Antonia Gaeta, che ha scalzato Oscar Iarussi alla presidenza dell’Apulia Film Commission, Repubblica Bari ha pensato bene di sostituirla con un collega che ha la mirabolante capacità di scrivere esattamente come la Gaeta. Si firma Pietro Bellavista.
Pietro Bellavista, peraltro incognito all’elenco pubblicisti/professionisti dell’Ordine, riesce a ripercorrere pedissequamente, stile e strutture sintattico-lessicali dell’augusta presidenta, messa al posto di Oscar da Nichi Vendola in persona: una fedelissima che non scassa gli ombrelli, un ulteriore grazie alla fida testata locale governativa, un po’ di fumo in faccia al femminismo d’accatto che gira intorno. Tre piccioni con una fava o se preferite Totò, tre fave con un piccione.
In realtà la Gaeta aveva continuato a collaborare con repubblica bari anche dopo l’insperata e miracolosa nomina. Qualcuno deve averle fatto notare che, giustamente, Iarussi si era preso le tottò sulle mani quando si era permesso di scrivere qualcosa mentre era presidente: non si fa, non è opportuno.
E allora la dottoressa Antonia ha pensato bene di farsi sostituire da questo Pietro Bellavista che, per non far ammalare di nostalgia le folle di lettori seguaci della Nostra, ha a lungo studiato i pezzi precedenti della collega e si è adeguato sulla stessa lunghezza d’onda, lo stesso stile, la stessa struttura di pensiero, gli stessi vezzi e gli stessi vizi. Un clone, insomma.
A qualcuno, sicuramente ammalato d’invidia e nequizia, è venuto in mente (ma figuriamoci!!!) che la Gaeta continui tranquillamente a scrivere su repubblica bari con un nom de plume, uno pseudonimo insomma. Come faceva Bettino Craxi quando si firmava (forse prevedendo la fine che avrebbe fatto) con il nome di un celebre e pericoloso brigante, immortalato da Dante al sesto canto del Purgatorio. Però, non è che usando un nome farlocco il conflitto di interessi non ci sia. Anzi.
E a Bari di colleghi bravi in grado di scrivere di cultura e spettacolo, magari anche meglio di Bellavista, ce ne sono di sicuro. Ma sappiamo come funziona a repubblica: redazione blindata e santi in paradiso. Intanto Gaeta si consola firmando bandi: l’Apulia film Commission, come tutte le altre agenzie-carrozzone regionali, sta per imbarcare un altro po’ di persone. Si tratta di un Avviso pubblico per l'istituzione di una banca dati di esperti per il conferimento di incarichi professionali per l'attuazione di progetti comunitari (sic).
Fra gli esperti ci sarà il nuovo responsabile dell’ufficio stampa. Il cui bando è stato frettolosamente riscritto (e prorogato) dopo l’ennesima protesta dell’assostampa (a Bari guidata da Raffaele Lorusso) che vi aveva visto un’eccessiva opera sartoriale, con criteri talmente precisi e calibrati da poter essere rispettati solo da una persona.
Ora i criteri sono più “umani” e alleggeriti. Staremo a vedere se le “voci” che già circolano abbondanti saranno smentite o confermate dall’esito finale.
Intanto, prepariamoci ad un altro po’ di polemiche: sono in arrivo tre giornalisti addetti alla comunicazione della giunta. Qui si faranno assunzioni rigorosamente tri-partisan e già, anche in questo caso, i nomi sono abbastanza noti: uno/a in quota pdl, uno/a in quota sel, uno/a in quota pd.
Sembrano gli ultimi giorni di Pompei. E forse lo sono.
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