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Attualita'
lunedì, 23 gennaio 2012 ore 11:52
Effetto domino SOPA: chiudono Videobb, Fileserve e Filesonic
In Italia nel frattempo, il deputato della Lega Nord Giovanni Fava ha presentato una nuova proposta di "legge bavaglio"
di Stefania D'amore

Continua il braccio di ferro tra alcuni rappresentanti della classe politica, l'FBI e siti come MegaUpload e Megavideo, portatori sani di un valore simbolico evidente. Ultimo atto visto da molti, come una vera e propria dimostrazione di forza, in risposta alla protesta contro SOPA messa in atto da alcuni tra i più grandi rappresentanti dell'informazione e condivisione del web (due su tutti, Wikipedia e Google).

Dalla parte di Megaupload il Partito dei Pirati svedese, che rivendica la DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

 

Kim Dotcom, il tedesco 37enne fondatore di MegaUpolad, è stato nel frattempo accusato di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e violazione di proprietà intellettuale. Tutto questo, mentre ormai il sito pare essere stato "definitivamente" chiuso, al contrario di altri costretti alla chiusura o al cambio radicale dei contenuti, in seguito solo a regolari sentenze (eDonkey e Grokster, ad esempio).

 

Aggiornamenti dell'ultima ora parlano di un prevedibile effetto domino: hanno chiuso il proprio sito, infatti, videobb, fileserve e filesonic.

 

In molti stanno seguendo la vicenda, come si trattasse della radiocronaca dell'ennesimo spot contro la pirateria o il capriccio di un gruppo di geek, in maniera divertita o del tutto indifferente. Eppure, quanto sta accadendo dimostra la portata di Internet e di come un flusso di utenti ed informazioni possano smuovere ben più di un qualcosa dal basso: innanzi alle decisioni della politica (e delle lobby) le persone si informano e formano un punto di vista, critico ed attivo, capace di opporsi.

Il motto di Anonymous è "United as one, divided by zero" ("Uniti siamo una cosa sola, nulla può dividerci"): parole che sanno di demagogia, ma che nella loro breve semplicità parlano "allo stomaco delle persone" e ne raccontano la volontà. Una volontà fino ad oggi considerata astratta, non traducibile in cifre e quindi, inesistente.

 

La risposta del gruppo di hackers Anonymous ad importanti portali in rete, come quello di UniversalMusic, SonyMusic, del governo americano, del governo francese e di Hadopi parlano invece di una parte sociale viva e reattiva, quantificabile e preparata.

 

Nel frattempo in Italia, c'è chi guarda la proposta SOPA e PIPA con tale ammirazione da proporne una, a tratti simile: il deputato della Lega NordGiovanni Fava, ha presentato e fatto approvare un emendamento alla Legge comunitaria, da lunedì all'esame della Camera. Il provvedimento prevede che "qualunque soggetto interessato" e non più solo l'autorità giudiziaria o amministrativa, "possa chiedere ad un fornitore di servizi Internet di rimuovere contenuti pubblicati online e ritenuti illeciti dal soggetto richiedente". Apriti cielo.

 

Solo un magistrato, fino ad oggi, aveva l'autorità di esprimersi e chiudere un contenuto online: siti come Google, Youtube e Facebook sarebbero, se la nuova legge passasse alla camera, fortemente a rischio. A quel punto, dove andrebbe a finire la direttiva europea sul commercio elettronico, che richiede la "neutralità" del provider? Prevedibile il pericolo inoltre, di andare incontro a censure arbitrarie.

 

Nuovi capitoli, medesima storia: la rete spaventa sì, ma una rete senza bavaglio terrorizza più di qualcuno.

 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

Parole chiave: usa, italia, puglia, bari, anonymous, megavideo, megaupload, videobb, filesonic, filserve, sopa, pipa, lega nord, pirateria, web, censura, giovanni fava, facebook, wikipedia, google, youtube, violazione, digitle, potere

 

   

 






 

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