Bari - Statale 16, sia in direzione Brindisi sia verso Foggia, bloccata da ieri mattina (sulla strada statale e allo svincolo per Poggiofranco, sulla tangenziale, si segnalano due chilometri di coda) a causa della protesta degli autotrasportatori e dei tassisti, uniti nell'adesione allo sciopero nazionale contro le liberalizzazioni volute dal governo Monti. Tra i disagi provocati da una settantina di taxi in piazza Libertà (confluiti poi in corso Vittorio Emanuele e via Quintino Sella, per poi giungere presso via Capruzzi, via De Giosa, via Cognetti fino al parco Perotti, ritornando infine nei pressi di piazza Massari) ed il caos generato dai camion, i quali hanno lasciato libera una sola corsia per le emergenze, la città è rimasta paralizzata.
Forti le tensioni registrate in provincia di Taranto, a causa dei blocchi stradali attuati dagli stessi conducenti di camion. L'allarme che sta portando molti cittadini baresi e pugliesi a subire lunghe file presso i benzinai di Bari, sta nell'accesso interdetto alla raffineria Eni (statale jonica 106), per lo scarico e l'approvigionamento di carburanti. Fino ad ora, gran parte dei distributori di benzina e gasolio nella città di Bari risultano essere aperti (al contrario di paesi come Bitritto, Bitonto, Sammichele e Gioia del Colle), senza variazioni di prezzo: molti i cittadini disposti ad accettare di pagare anche 1,85 euro a litro di benzina.
Ad ora, possiamo segnalare a Bari la chiusura del distributore di viale Kennedy, dell'aeroporto e della zona industriale di Bari, causa fine scorte carburante ed il blocco degli accessi per i camion ai centri commerciali. Segnalati dall'ANAS, nuovi rallentamenti sulla statale 96, tra Gravina e Altamura e traffico in aumento sulla statale 16, in entrambe le direzioni.
Presidiato inoltre, anche il casello di Foggia dagli autotrasportatori, con la conseguenza di impedire il passaggio di altri mezzi pesanti sulla A14 adriatica. La protesta si è estesa ai caselli di Cerignola della A14 e della A16 per Napoli, con massima allerta della polizia stradale e dei carabinieri.
La Coldiretti Puglia, attraverso il presidente Piero Salcuni, ha denunciato l'allarme alle Prefetture della regione: "Le ragioni della protesta relativa al caro carburanti sono sacrosante, ma i prodotti deteriorabili come latte e ortaggi non possono subire blocchi e vanno consegnati. Gli imprenditori agricoli risultano tre volte penalizzati, a causa dell'aumento del costo del carburante, del blocco della produzione e/o della commercializzazione dei prodotti e perché devono assumersi anche il costo dello smaltimento. Bisogna trovare una soluzione che nell'ambito delle reali possibilità garantisca lo svolgimento del lavoro".
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