I Matarrese hanno rotto e devono andarsene in qualche modo dalla storia calcistica di questa città
di Fortunata Dell'orzo
Bari - La Bari, intesa come società sportiva, deve fallire e deve fallire quanto prima. Premettiamo che non siamo esperti di diritto fallimentare e che la proposta di Michele Emiliano che consentirebbe almeno di salvare il titolo sportivo, e dunque il secolo e passa di storia non solo calcistica che la Bari si porta dietro, ci sembra una buona idea: preservare la memoria, nel bene e nel male, è un dovere che la specie umana ha scoperto di dover onorare in pratica da quando ha iniziato ad avere consapevolezza che l'oggi si accumula in ieri e che per vedere il domani la cronaca si deve fare storia.
Deve fallire per continuare con altri titolari. I Matarrese hanno rotto e devono andarsene in qualche modo dalla storia calcistica di questa città. Stanno usando la Bari calcio per vendicarsi della città e della demolizione di Punta Perotti. Certo mai lo ammetteranno apertamente ma è questa la verità, piaccia o non piaccia. Il bel giocattolino che faceva tanta cassa, alla faccia degli ultras beoti che s'accontentavano spesso contigui al malaffare, degli ingressi gratuiti e del controllo sul piccolo commercio da stadio, ormai si è rotto.
Inoltre, le schifezze del calcio scommesse sono arrivate a dare il colpo di grazia e questa specie di armata brancaleone fatta di pazzi, eroi e scalmanati che centrano 7 vittorie in trasferta non potrà reggere molto a lungo.
Sul capitolo public company, bene ha fatto Emiliano a non andare allo Sheraton a sentire gli sproloqui di Sblendorio e il Parigino: se sono loro i garanti della futura proprietà diffusa del Bari, possiamo davvero dormire sonni tranquilli. Ben altra cosa era
CompriamolA di qualche anno fa, non a caso fatta fermare a suon di minacce e anche pesanti da gente di cui mai nessuna inchiesta si è mai veramente occupata e che forse riserverebbero sorprese a chi ha sempre pensato che i primi a non volerla erano proprio i Matarrese.
Il Comune di Bari deve vendere subito lo Stadio e i terreni circostanti con un bando di gara internazionale: inutile aspettarsi dalla città cose come quelle fatte a Torino dalla Juventus o che si vogliono fare a Milano con lo stadio Meazza. La nostra classe dei palazzinari, variamente intesi e denominati, ha troppo a che fare con la giustizia, al momento, per potersi inventare soluzioni di tipo spagnolo.
L'Assessore Elio Sannicandro, che si occupa di sport anche come Presidente Regionale del Coni (cosa per la quale più volte da queste e da altre colonne abbiamo ravvisato conflitto di interessi) deve assolutamente stare lontano da qualsiasi azione che lo riconduca, direttamente o meno, al "salvataggio" del Bari. Che deve fallire, invece.
La speranza è che con questa Bari, civicamente e impreditorialmente inguardabile, affondino e scompaiano anche una razza deprecabile di così detti "tifosi" e una genìa altrettanto deprecabile di sedicenti (nel senso che si autodefiniscono) "giornalisti sportivi" (e viste certe cose all'Ordine ci sentiamo di disattendere una deontologia spesso ipocrita e inutile): quelli che pur di non scontentare il padrone Matarrese sono stati capaci per decenni di vendere fumo. E anche peggio.
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