Bari - Una protesta disperata ed ancora una volta ignorata, almeno ufficiosamente, quella di alcuni dei ventisette lavoratori interinali dell'Ilva, i quali hanno minacciato di lanciarsi nel vuoto, da un cavalcavia. Da più di un anno non impiegati nell'azienda, quattordici mesi di attesa per tornare in fabbrica da quando il governatore Vendola e il vicepresidente Fabio Riva, avviarono le trattative e si impegnarono a trovare una soluzione, in seguito ad uno sciopero della fame verso la fine del 2010, attuatto dallo stesso gruppo di lavoratori.
Da un paio di giorni i precari occupano il cavalcavia che sovrasta la statale per Bari, davanti alla direzione dello stabilimento. Uno di loro si è procurato una lussazione a una spalla, dopo essersi sporto dalla ringhiera di protezione ed è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale da un'ambulanza del 118.
Da giugno dello scorso anno all'Ilva non c'è più cassa integrazione. La fabbrica avrebbe dovuto assorbire i precari che avevano già prestato lavoro per almeno 24 mesi nello stabilimento, stando almeno alle promesse fatte agli operai. Promesse ad oggi non mantenute e fortemente a rischio.
Antonio Talò, segretario generale della Uilm nel frattempo dichiara: "E' in programma un incontro in cui faremo il punto della situazione sullo stabilimentoparleremo anche dei lavoratori interinali. Vediamo cosa accadrà".
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