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Cronaca
giovedì, 16 febbraio 2012 ore 20:07
I vigili del fuoco protestano: ultima parola ad Emiliano
Il personale arranca tra diverse difficoltà: straordinari non pagati, strutture non agibili e mezzi usurati. Ed un contratto scaduto da più di due anni
I vigili del fuoco protestano: ultima parola ad Emiliano
di Stefania D'amore

Bari - In piazza Libertà, per protestare contro la mancanza di attrezzature, automezzi e personale, e per le gravi condizioni logistiche delle sedi di servizio della città: questo l'obiettivo di oggi del segretario regionale dell'Ugl vigili del fuoco della Puglia, Pasquale Magrone e del segretario provinciale dell'Ugl vigili del fuoco di Bari, Leonardo Tommasicchio. "Abbiamo indetto questa manifestazione, insieme a Cgil VVF, Cisal VVF e Conapo, anche per protestare contro le carenze gestionali dell'attuale dirigenza e chiedere il commissariamento del comando di Bari", dichiarano entrambi.


Il personale vive da tempo una situazione di difficoltà dovuta ai mancati passaggi di qualifica e ad un contratto scaduto da più di due anni. La richiesta dei sindacalisti è chiara: "L'assunzione del personale iscritto nelle graduatorie dei discontinui e la stabilizzazione dei precari, misure necessarie per garantire il corretto e sicuro svolgimento dell'attività lavorativa e far fronte alle numerose chiamate di intervento per le emergenze dei cittadini e del territorio".

Il disagio non finisce qui: mancano oltre al personale, le attrezzature necessarie allo svolgimento del lavoro. Il nuovo comandante,  l'ingegner Cesare Gaspari, è secondo i lavoratori presenti alla protesta, evanescente ed evasivo nelle risposte, oltre che "non capace nel proprio ruolo".

 

Le 80 persone a turno, sulle 600 presenti nella provincia, non bastano e non riescono a garantire un'adeguata copertura del rischio emergenze. Ancora più grave la situazione a Bari con i cinque vigili per distaccamento, tra strutture considerate a stento agibili e mezzi usurati dal tempo. Per non parlare degli straodinari mai retribuiti, forse dimenticati e messi da parte assieme alla voglia di confrontarsi con le richieste dei lavoratori.

 

L'ultimo appello è al Sindaco di Bari, Michele Emiliano, affinchè accolga le richieste dei lavoratori: una soluzione potrebbe essere la Caserma Rossani. Come d'altro canto, sembrava dovesse essere pertinente, almeno secondo il Piano Strategico BA2015 discusso dallo stesso Sindaco, durante l'ultima campagna elettorale per il secondo mandato come Primo Cittadino di Bari: ricordate la bozza presentata a parco Due Giugno nel 2009?  

Ecco un po' di fosforo, allora: l'ex caserma Rossani era stata individuata come area pubblica da riqualificare con finalità culturali, nel tentativo di trasformarla in parco urbano. L'area sarebbe dovuta divenire, con il tempo, un attrattore turistico-culturale ed ospitare: una residenza per studenti, un ostello della gioventù, una casa delle associazioni e tanto altro.

Non solo, perchè l'ex Caserma Rossani avrebbe anche dovuto ospitare: orti sociali, un anfiteatro, aree verdi di percorsi ciclabili e pedonali e caserme dei carabinieri e dei vigili del fuoco.

 

Tempi lontani, ormai. O forse, memoria corta.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

Parole chiave: bari, puglia, ugl, cgil, lavoro, protesta, vigili fuoco, emiliano, vendola, fiom, rossani, caserma, precario, licenziamento, cassa integrazione, carabinieri, macchine, acqua, fuoco

 

   

 






 

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