mercoledì, 22 febbraio 2012 ore 00:55
Ciccio e Tore, Rosa Carlucci vuole la verità
Caso riaperto: i bambini non erano soli in via della Consolazione, dove sono stati ritrovati morti in un pozzo. Chi era con loro perché ha taciuto per 20 mesi?
di Redazione Go Bari
Bari - Ce l'ha fatta Rosa Carlucci: la Procura di Bari ha riaperto il caso sulla morte dei suoi due bambini, Ciccio e Tore, i due fratellini di Gravina, scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati quattro anni fa, il 25 febbraio 2008 in un pozzo della casa delle cento stanze nel cuore del paese della Murgia barese. L'accusa della mamma, sostenuta questa volta anche dal padre dei bambini, Francesco Pappalardi, in un primo momento accusato di aver ucciso i suoi figli, è molto chiara: i bambini erano in quella casa disabitata in via Consolazione insieme ad altri cinque ragazzi che avrebbero costretto, secondo l'esposto della signora Rosa Carlucci, i due fratellini ad una prova di coraggio, finita in maniera tragica, con Ciccio e Tore murati vivi ma feriti nel pozzo. I corpi dei due fratellini vennero ritrovati per caso, perché un altro bambino cadde nello stesso pozzo dove poi è stata fatta la macabra scoperta.
L'inchiesta è stata affidata al procuratore aggiunto Annamaria Tosto che dovrà accertare l'ipotesi che i bambini siano caduti nella cisterna durante la cosiddetta "prova di coraggio" cui erano stati sottoposti dai cinque ragazzi citati dalla Carlucci. Anche se oggi i ragazzi sono tutti maggiorenni, le indagini preliminari sono a carico della Procura per i minorenni di Bari.
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