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Cronaca
venerdì, 29 aprile 2011 ore 18:02
Offende il Papa, sospesa pubblicità della "Giallo Oro"
Il giudice Federici dà ragione al ricorso presentato da don Alberto D'Urso
di Antonio Scotti

BARI - Sospesa una campagna pubblicitaria della “Giallo Oro srl” perché lesiva “del comune sentimento religioso”. A deciderlo il giudice del Tribunale di Bari, Francesco Federici, a seguito del ricorso d’urgenza presentato da don Alberto D’Urso, parroco della chiesa Santa Croce di Bari nonché presidente della Fondazione antiusura San Nicola e segretario della Consulta nazionale antiusura. 

Nei giorni scorsi i manifesti pubblicitari che ritraevano un uomo travestito da pontefice avevano scatenato un tam tam di proteste nelle comunità cattoliche. “Molti parrocchiani mi hanno manifestato in più occasioni di essere stati urtati dal modo con cui era stata impostata quella pubblicità – racconta don D’Urso -. Io ho cercato di raccogliere questo malcontento perché ritenevo che fosse in atto una strumentalizzazione del messaggio religioso attraverso l’ironia esercitata nei confronti del ruolo dei pontefici nella Chiesa”. 

Secondo il giudice, il riferimento “al Santo Subito impresso sui manifesti si relaziona all’imminente proclamazione a beato di Papa Giovanni Paolo II” costituendo una associazione alquanto equivoca. 
“Tengo a precisare – conclude don D’Urso – che la nostra non è una battaglia personale contro qualcuno, semplicemente ci siamo attivati per far emergere che non si può accettare che il commercio e la ricerca di profitto a tutti i costi possa arrivare al punto tale da offendere chi, per molti credenti, costituisce un riferimento e mi riferisco ai pontefici della nostra chiesa”. 

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