Bari - Infondate voci di corridoio dicono che l’Università di Bari non offra sufficienti servizi agli studenti. Dovranno, dunque, ricredersi di fronte alle stupefacenti recensioni sulle mense Uniba. Qualche giorno fa è stato servito nella mensa di via Amendola un nuovo e ricercatissimo piatto: il rustico con spinaci e blatte, che ha rapidamente surclassato l’ormai vecchia zuppa di ceci e vermi.
Chissà perché, poi, nessuno ha voluto prendersi il merito di cotanta prelibatezza. Infatti, come ci racconta Francesco Dimaggio, Rappresentante del Collegio B. Petrone “Dopo la tempestiva segnalazione, chi di competenza, se di competenza si può parlare, ha affermato che l’incidente è dovuto alla fornitura esterna del prodotto surgelato: in questo caso, gli spinaci”.
Eppure lo slogan della RR Puglia srl, ditta che si occupa del servizio mensa dell’Uniba, è “siete in buone mani”. Ma se la ricetta del rustico alla blatta è stata un errore, come del resto la zuppa di ceci e vermi, queste mani non si stanno rivelando poi così buone o quantomeno attente. E, se per la zuppa di ceci e vermi di qualche anno fa si parlò di sabotaggio, adesso chissà cos’altro s’inventeranno! Perché mai, poi, gli studenti dovrebbero organizzare un sabotaggio ai danni di un servizio mensa di cui fruiscono (e non gratuitamente: ai borsisti viene scalato dalla borsa di studio e per gli altri ha un costo di 3 euro), non è ancora ben chiaro.
Ma, mentre la faccenda si fa interessante al limite della fantasia, quello che sicuramente impressiona è l’immobilità delle istituzioni. L’ADISU prima fra tutte. La domanda che sorge spontanea è: perché continuare a fruire dei servizi di un fornitore che non soddisfa le aspettative?
Parole chiave: Blatte, adisu, spinaci, collegio benedetto Petrone
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