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Cronaca
mercoledì, 25 gennaio 2012 ore 16:29
Truffa ai danni dello Stato, colpo ai Degennaro
La Procura  sequestra 12 milioni di euro. Avrebbero beneficiato di fondi pubblici dietro false attestazioni
di Redazione Go Bari

Bari - Truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico. Sono queste le accuse avanzate dalla  Procura di Bari nei confronti di alcune società riconducibili al gruppo Degennaro e per le quali oggi militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari hanno proceduto al sequestro di 12 milioni di euro. 

Pare che queste società abbiano beneficiato, dietro false attestazioni, di soldi pubblici destinati al sostegno di attività imprenditoriali. Si tratta di contributi a fondo perduto messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico per un totale di circa 23 milioni di euro, di cui 12 milioni oggetto della misura cautelare della Procura. I soldi sarebbero serviti per la realizzazione di nuove strutture (nel campo turistico ma anche alberghiero) oltre che per la ristrutturazione di un centro medico-sportivo, nelle province di Bari, Taranto e Bat.

Il sequestro odierno è stato compiuto nei confronti delle società baresi Futura Bari srl, Castellaneta Domus srl (tutte e due oggi in Tecnodelta costruzioni spa), Immobiliare Brindisi Paradiso srl (oggi Villaggio dei turchesi srl), quest'ultima riconducibile ai Degennaro. Il ramo della famiglia che si occupa di formazione universitaria, non appare in alcun modo coinvolto in questa vicenda.

Le indagini hanno permesso di rilevare numerose irregolarità, oltre che la violazione di alcuni requisiti richiesti dal ministero per poter beneficare del contributo. In particolare, sarebbe emersa una attività serrata di movimenti bancari messi a punto dagli amministratori di quindici società satellite, i quali avrebbero trasferito fondi nella rete dello stesso circuito societario allo scopo di presentare una situazione patrimoniale delle imprese beneficiarie dei contributi diversa da quella effettiva. Ora la Procura di Bari promuoverà un appello al Tribunale del Riesame per chiedere il sequestro dei contributi pubblici già erogati, all’incirca 11 milioni di euro. Il Gip del capoluogo, tuttavia, ha già in prima istanza rigettato la richiesta in quanto l’erogazione dei finanziamenti è stata rateizzata nel tempo configurando un reato detto “ consumazione prolungata”, che viene effettivamente consumato con l’ultima rateo, ancora non incassato.

Ore 20: In serata dalla Famiglia Degennaro tengono a precisare:
“La Immobiliare Brindisi Paradiso Srl, unica società riconducibile alla DEC Spa del Gruppo Degennaro, precisa che il sequestro operato stamane dalla Guardia di Finanza è di natura meramente preventiva e riguarda quella parte del contributo pubblico (2,375 milioni di euro, pari al 50% del finanziamento totale) per la realizzazione di una residenza turistico - alberghiera in provincia di Taranto, non ancora erogata dal ministero dello Sviluppo economico per la quale la società non ha mai fatto richiesta e né intende farne in futuro.
La parte erogata a titolo di acconto (2,375 milioni di euro), peraltro garantita ancora oggi da regolare fidejussione, è stata utilizzata per la realizzazione dell’investimento costato oltre 20 milioni di euro (la parte non coperta dal contributo pubblico è rappresentata da capitale proprio e finanziamento bancario).
Si evidenzia che la residenza turistico - alberghiera è già in attività dal 2009 e si è in attesa delle determinazioni del Ministero dello sviluppo economico in merito alle richieste effettuate dalla società titolare dell’investimento circa i tempi di realizzazione dell’opera. Quest’ultima confida nella rapidità dell’ indagine allo scopo di dimostrare la liceità delle proprie azioni e circoscrivere l’ingiusto danno d’immagine subito per effetto del sequestro”.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

Parole chiave: De Gennaro, Guardia di Finanza, lum

 

   

 






 

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