La cosa che noti subito sul set del film "Il sole dentro" del regista Paolo Bianchini è l'estrema irrequietezza delle comparse. Si sta filmando l'inizio di una partita di pallone e nonostante l'equipe si sgoli, gli uomini non riescono a non suonare i tamburi che hanno di fronte, i bambini non riescono a smettere di tirar calci al pallone. Solo le donne mantengono una compostezza pudica e nobilissima, con i bambini legati da ricche fasciature alle loro schiene. Siamo a baia San Giorgio ma si respira e si parla d'Africa. "Il sole dentro" racconta infatti due storie diverse ma complementari, e soprattutto vere. La prima è quella di Yaguine e Fodè, due adolescenti guineani che il 28 luglio del 1999 si sono nascosti nel vano carrello di un aereo diretto a Bruxelles, con l'intento di consegnare una lettera scritta di loro pugno alle "loro eccellenze i signori membri e responsabili dell'Europa". Una lettera che i due ragazzi non consegneranno mai, strappati alla vita proprio a causa di questo viaggio che li ha esposti a temperature bassissime e alla mancanza d'ossigeno.
Thabo e Rocco invece compiono un viaggio al contrario: uno da Catania e l'altro dallo Zambia, entrambi vittime del mercato dei bambini calciatori, attraversano l'Africa con solo un pallone da calcio per compagno. Sulla loro strada incontrano l'eremita Francesco Salvi, il console onorario interpretato da Diego "Zoro" Bianchi, e Angela Finocchiaro nel ruolo di Chiara.
Questo film "on the road" tocca molte tematiche, ma su tutte narra la grande voglia degli africani di istruirsi che è la richiesta principela della lettera dei due guineani . Racconta Bianchini di aver visto, durante il sopralluogo a Conakry, ragazzi che per tutta la sera studiano stesi nel parcheggio dell'aereoporto perchè è l'unico luogo dove c'è elettricità. Portare la luce nelle scuole sfruttando l'energia solare è il primo obiettivo dell'associazione creata dai genitori di Yaguine e Fodè, presenti oggi alla conferenza stampa : il grande sole dei cuori africani non basta per illuminare le notti degli studenti.
Luce accesa anche sul traffico di baby giocatori, alimentato da "scafisti del calcio" che vagano nei paesi del terzo mondo alla ricerca di piccoli fenomeni. Una volta trovati sventolano l'illusione di ingaggi da capogiro inducendo le famiglie a vendere tutto per sostenere il costo del viaggio, dell'attrezzatura, degli allenamenti; i procuratori forniscono i documenti, falsi per di più, in cui l'età viene alzata a 15-16 anni perchè così possono giocare subito nei tornei primavera. Se questi ragazzini, giunti in Europa, non passano il provino sono destinati al lavoro nero o all'accattonaggio: tornare a casa sarebbe una vergogna troppo grande, dopo tutti gli sforzi fatti dalle famiglie.
Ettore Scola ha definito questa pellicola un "The millionaire all'italiana", il Ministero per i Beni e le Attività Culturali l'ha riconosciuto come film di interesse culturale, anche l'UNICEF. la FIGC e la comunità di sant'Egidio hanno dato il patrocinio, eppure non è certo che il grande pubblico possa vedere quest'opera. "Il tema del film poco invoglia alla distribuzione" commenta Bianchini "per questo abbiamo bisogno dei media, delle associazioni, delle persone per far conoscere queste storie."
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