E’ il dolore di un padre e non l’analisi fredda di un giornalista ad avere il sopravvento e a spingerci a esprimere innanzitutto tutta la solidarietà e la vicinanza ai genitori della ragazza morta e a quelli degli studenti feriti. Un sacrilegio, un atto di barbarie perpetrato su innocenti.
Quanto mai difficile commentare, con le notizie che ancora si susseguono in maniera convulsa e confusa , ciò che è appena accaduto qualche ora fa dinanzi all’ingresso dell’Istituto “Morvillo Falcone” a Brindisi. Una studentessa è morta poche ore dopo l’esplosione dell’ordigno e, proprio in questi minuti si apprende di una seconda ragazzina che versa in condizioni gravissime a causa delle ferite riportate nello scoppio della bomba. E’ il dolore di un padre e non l’analisi fredda di un giornalista ad avere il sopravvento e a spingerci a esprimere innanzitutto tutta la solidarietà e la vicinanza ai genitori della ragazza morta e a quelli degli studenti feriti. Un sacrilegio, un atto di barbarie perpetrato su innocenti. Ragioniamo su alcuni dati. L’ordigno scoppia dinanzi a una scuola nell’ora in cui i ragazzi stanno per fare ingresso nell’istituto. Non è un atto dimostrativo è una bomba “intelligente” piazzata da mani esperte. Una bomba che vuole uccidere, vuole compiere una strage. L’istituto si chiama “Morvillo Falcone” , il valore simbolico dell’attentato c’è tutto e non solo per il nome che porta la scuola ma perché avviene a 20 anni dal più feroce attentato mafioso della storia repubblicana che costò la vita, a Capaci, ai due magistrati e agli uomini della scorta. Ancora un altro elemento su cui riflettere. Oggi è previsto a Brindisi l’arrivo della Carovana della Legalità di don Luigi Ciotti. Chi ha preparato e organizzato l’attentato questo lo sapeva benissimo. Ricordiamo che una decina di giorni fa a Mesagne venne fatta saltare l’auto del presidente antiracket Fabio Marini. E’ ancora presto per azzardare ipotesi sulla matrice del grave attentato. Le modalità ci farebbero escludere al momento l’ipotesi di un attacco di matrice terroristica o anarchica, quanto invece ricordano, come abbiamo accennato, alle stragi di mafia, che in Puglia si chiama Sacra Corona Unita. Insomma la mafia che alza il tiro e risponde col sangue agli arresti e alle operazioni antimafia. Un’azione che va a colpire proprio i ragazzi, i nostri figli, perché è in loro che si annida e germoglia l’idea di legalità, di lotta alla mafia senza ma e senza se. E questo don Luigi Ciotti lo sa benissimo e la sua azione punta alla creazione di una coscienza antimafia i cui portatori siano proprio i giovani. Ma l’azione mafiosa si inserisce fra l’altro, come nel ’92, in un momento di forte tensione sociale e questo gioca a favore di quell’eversione che nei decenni passati firmò attentati i cui mandanti ed esecutori sono ancora ignoti.
Ora tocca rispondere insieme giovani, adulti e istituzioni sane. Per il rispetto delle regole e senza paura.
“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione della famiglia, dello spirito del bene, dell' amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.” Giovanni Falcone
di Laera Dora19.05.12 | 14:46
"La mafia teme più la scuola della giustizia. L'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa" (A. Caponnetto - 1994) Atto inaccettabile e vergognoso.
di lorusso. isa19.05.12 | 14:46
"La mafia teme più la scuola della giustizia. L'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa" (A. Caponnetto - 1994) Atto inaccettabile e vergognoso.
di lorusso. isa
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