25 aprile, 1 maggio, 6 maggio...
Cantori progressisti e baccanti di sinistra delle privatizzazioni e dell'abbattimento del welfare, dove siete? A provar vergogna di voi stessi?
di Franco De Mario
E' un rancoroso stillicidio di velenose esternazioni, l'attività politica prevalente ultimamente esposta sulla stampa dai maggiorenti politici pugliesi e non solo, siano essi di sinistra, di centro o di destra.
Da tempo differenti personaggi politici adottano i metodi classici dell'esercizio del potere, occultando, dietro un presunto dibattito critico falsamente trasparente, la comune volontà a non affrontare per non dover dire, dei veri nodi della crisi economica, sociale e politica del popolo italiano.
A questi signori tutti, in specie ai sedicenti di sinistra sempre pronti ai distinguo dai comunisti, rammento tre date prossime, delle quali l'ultima, è bene dirlo, si riferisce allo sciopero generale nazionale indetto dalla sola CGIL, per le quali forse potrebbero azzardare a qualche risposta concreta e decisa.
E' vero o no che i percorsi di modernizzazione della politica e di innovazione amministrativa avviati sin dagli anni '89 - '90, oggi espongono tutto il loro drammatico fallimento?.
Colpire la scala mobile nel '92-'93 con la scusa che si batteva l'inflazione; sterilizzare il sistema pensionistico nel '95 mutandolo da retributivo in contributivo; autorizzare lavoro interinale ed intermediazione privata di manodopera, è stato o no, viatico per ulteriori regressioni?
Il lavorio di congelamento dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori; la famigerata legge 30 che trasforma la precarietà in norma di legge e da ultimo, con l'esplodere della crisi economica, la demolizione sostanziale del Contratto Nazionale, il ribasso dei salari, il baratto imposto tra diritti e lavoro, l'inficio del sistema scolastico nazionale pubblico, del sistema istituzionale e costituzionale unitario dello Stato, del distinto sistema di ripartizione dei poteri Costituzionali esecutivi, legislativi e giudiziari: sono modernità o barbarie anche giuridica?
E se pur vero è, che tutto precipita vorticosamente, nonostante il possente sostegno mediatico di cui si è nutrito il liberismo nostrano, con la crisi politica che attanaglia ad un tempo berlusconismo e bipolarismo (brutte espressioni linguistiche), chi ?, di questi saccenti uomini della politica e delle istituzioni, parla concretamente d'un progetto politico credibile e capace di superare l'imbarbarimento autoritario inflitto alla nostra democrazia e l'altrettanto grave crisi involutiva dell'intero corpo sociale popolare.
Solo formule politiciste stantie e offerte di schieramento, mi pare di ascoltare.
E pure malamente esposte, entro le quali si può essere “precari in tutto” si può essere tutto ed il contrario di tutto: militanti e dirigenti del PD ed anti PD; berlusconiani, a-berlusconiani ed anti-berlusconiani, fascisti a-fascisti ed anti-fascisti, di destra ma progressisti, libertari ma sostanzialmente antidemocratici, non razzisti ma sicuramente intolleranti e respingenti...e così via.
E così in questa generale e pericolosa ambiguità di fondo, celebreremo formalmente le giornate storiche del 25 aprile, del 1 maggio, in similitudine con quanto già fatto per i 150 anni dell'Unità, con quel provincialismo politico che ci contraddistingue, in memoria di un monarca - capo d'una dinastia estinta da felloni - che con un unico articolo di legge si autoproclama Re d'Italia.
Ci dicano, cotanti dirigenti politici ed istituzionali promotori d'ogni sorta di sbarramento elettorale e di voto utile, oggi assidui frequentatori delle Assemblee elettive d'ogni tipo, se davvero pensano ancora che “la storia è finita”.
Ci dicano se Iugoslavia, Kosovo, Iraq, Afganistan, Iran, Palestina, Libano, Africa mediterranea, Sudan, Costa d'Avorio, ed ogni sorta di macelleria d'esseri umani, sono solo luoghi geografici, in cui l'idea del mondo unipolare a guida di unica non ha funzionato e perché giovani migranti istruiti, preferiscono rischiare la morte in mare piuttosto che la vita in quelle terreferme.
Ci dicano perché Brasile, Russia, India e Cina stabiliscono rapporti economici e politici di scambio di investimento e di formazione su scala mondiale globale, assai differenti da quelli di rapina anche a mano armata, perpetrati dalle logiche dell'imperialismo economico e militare.
Ci raccontino invece perché farmacisti, notai, avvocati, medici, professori, attori, cantanti, giornalisti, nulla eccependo rispetto alle singole persone, prevalgono nelle liste elettorali su operai, impiegati, casalinghe, artigiani, disoccupati, studenti, lavoratori precari.
Forse perché il berlusconismo è diventato senso comune delle cose?
Io che sono e rimango comunista, mi ostino a mantenere sempre un approccio di classe alle cose che mi circondano, poiché questo è un modo per leggerle, so benissimo che dire ciò che non si vuole e non si vuole essere, è assai più semplice del proporsi il come modificarle.
Ma agli uomini ed alle donne della sinistra, ed ai comunisti in particolare, non posso non chiedere di ritornare ad essere rispettosi della verità, ovvero che un generico anti-capitalismo, un inseguimento movimentista episodico, per quanto generoso ed impegnativo e dispendioso di energie, se non si ricompone in un sagace ed unico “intellettuale collettivo”, non riuscirà mai a porsi in modo razionale, scientifico e coinvolgente il tema del superamento dello stato attuale delle cose.
E questa è l'origine vera dell'afasia della Federazione della Sinistra, anche dalle nostre parti.
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