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Editoriale
mercoledì, 14 dicembre 2011 ore 09:19
Apulia Film Commission: storie di corte e di cortile
La nomina a presidente di Antonella Gaeta lascia sconcertati gli addetti ai lavori
di Fortunata Dell'orzo

Iniziamo dalle dimissioni di Oscar Iarussi. A meno che non gli siano state fatte molto privatamente dai suoi ormai ex colleghi e compagni di viaggio, non risultano manifestazioni pubbliche di rammarico per l'improvvisa interruzione del suo incarico di Presidente dell'Apulia Film Commission. Si potrebbe dire: tipico di quei luoghi dove non si vogliono mostrare incrinature con il pensiero unico di chi comanda e, come avrebbe detto Giovanni Verga, comanda soprattutto le feste e le quarant'ore.

Iarussi è stato un gran signore e nemmeno sotto tortura ha voluto rivelare i veri motivi della sua decisione. I bene informati, che però vogliono rimanere anonimi, hanno parlato dei diverbi con l'assessora Silvia Godelli, responsabile della cultura, che non ha sopportato gli 800 mila euro impegnati per la rassegna Frontiere, di gran qualità ma dalle ricadute quasi inesistenti. Può darsi. Ma l'indizio più forte di una frattura vera e irrimediabile, è stato l'asciutto commento dello stesso Nichi Vendola, che si è detto "seccato" da quelle dimissioni, senza peraltro rivelare i contenuti della lettera personale ricevuta da Oscar Iarussi.

Sul dopo, le ipotesi erano diverse. Alcuni si dicevano sicurissimi che sarebbe stato nominato uno dei bravi registi pugliesi come Sergio Rubini. Di Antonella Gaeta, fra tutti gli interpellati, nessuno parlava. E nemmeno noi intendiamo valutare meriti, titoli e capacità della collega. Ci limitiamo a ricordare la sua collaborazione con Repubblica Bari, l'inserto "locale" del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari che a Bari però stenta a raggiungere quelle quote di mercato che pure il prestigio della testata nazionale meriterebbe.

Quella Repubblica Bari che, inoltre, raccoglie pressochè ad ogni manifestazione, un flusso di denaro per la pubblicità istituzionale, immancabile sulle colonne di carta e sul sito web. E  non sappiamo se questo flusso sia proporzionale alle vendite in Puglia. Fra gi addetti ai lavori si è creato subito un certo clima di sconcerto e perplessità. La nomina della Gaeta, a detta di alcuni, è l'indicazione diretta del Principe che non può ricoprire quel ruolo in prima persona e delega qualcuno da cui è sicuro che non avrà bastoni fra le ruote.
In particolare qualcuno che possa non contrastare il progressivo e crescente ruolo che il teatro Pubblico Pugliese sta svolgendo in Regione, grazie soprattutto al dinamismo del suo presidente Carmelo Grassi.

Di proposito, perchè è assolutamente irrilevante a nostro parere, evitiamo di esprimere i giudizi che diversi colleghi, critici cinematografici e non, hanno esternato sulla Gaeta: qui non si tratta di un fatto personale. ma di capire se questa signora sia in grado di svolgere al meglio il suo compito che, da statuto dell'AFC, non sono delle sinecure di pura rappresentanza.

Ma la perplessità maggiore, fra gli addetti ai lavori, è stata la mancata nomina a Presidente di un autentico pezzo di storia della nostra regione. Quell'Alfonso Marrese, da non molto in congedo, che sin dall'inizio della vita dell'ente ha lavorato nella mediateca regionale, vigilando perchè non si disperdesse, fra le altre cose, un autentico tesoro in locandine e manifesti originali di film, oltre 30 mila. Un patrimonio esclusivo della Puglia che nemmeno il "migliorismo" di Nichi Vendola ha saputo o potuto mettere in luce.

Alfonso Marrese, ci dicono pressochè tutti, avrebbe avuto un senso più aderente, dopo Iarussi, in quel ruolo che, ripetiamo, non è una sinecura di poca importanza.

Attibuzione - Non commerciale

 

Parole chiave: Apulia Film Commission, Antonella Gaeta, Oscar Iarussi, Alfonso Marrese

 

   

 






 

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