Ed ecco cosa risponde Antonio Distaso, pronto a dare battaglia per il ruolo di coordinatore provinciale
Bari - Raggianti e pronti a lavorare, senza mai essere minoranza silente: così Claudio Sgambati, consigliere circoscrizionale del Popolo della libertà a Japigia commenta il voto del congresso cittadino del Pdl, che lo ha visto raccogliere con la sua mozione il 33.4% dei consensi dei tesserati. “
Noi avevamo di fronte tutto un partito, 45 consiglieri circoscrizionali, 4 consiglieri regionali, svariati consiglieri comunali e poi deputati e senatori ma abbiamo comunque conseguito un risultato di pregio - spiega Sgambati – nonostante nella lista ci fossero solo due consiglieri comunali e due di circoscrizione”. Una sorta di Davide contro Golia, visto che la mozione numero uno aveva contro tutta la storica nomenclatura del Pdl barese, fatta eccezione per il senatore Gaetano Quagliarello, il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini e il consigliere regionale Domi Lanzillotta. “Abbiamo portato persone nuove nel partito. Ora bisogna dar seguito a quegli obiettivi comuni delle due mozioni, in primis le primarie per i sindaci, aperte a tutti, non solo agli iscritti al partito – spiega Sgambati – e poi bisogna trovare una sede a piano terra, più facilmente accessibile per il coordinamento cittadino”.
Magari tra gli iscritti al partito qualcuno che possa mettere a disposizione un paio di locali in centro si trova, visto che il settimo piano con vista su parco Due giugno è stata la casa delle ultime sconfitte a Regione e Comune, quelle che ancora bruciano. Su un altro punto Sgambati è chiaro: serve dialogo per il nuovo Pdl della città di Bari, spazio ai “trentatrè trentini” del partito che ha scelto la via alternativa degli ex Aennini.
Al nuovo coordinatore Luigi D’Ambrosio Lettieri il compito di fare sintesi, ma se le decisioni saranno prese in maniera muscolosa, potendo contare sui 20 componenti in sua quota, in quel caso sarà opposizione dura e pura.
“Dobbiamo programmare gli incontri con la cittadinanza per il prossimo programma di governo della città – ricorda Sgambati – non possiamo perdere tempo, dobbiamo rimboccarci le maniche adesso”. Magari ripartendo anche dalla trasparenza: delle 140 tessere fasulle, con i detentori tutti residenti in via Colaianni 10 in uno sottoscala e denunciate dal consigliere comunale Filippo Melchiorre in sede di presentazione delle mozioni , non si è vista l’ombra. “Pare che nessuno dei possessori sia venuto a votare - ricorda Sgambati – ma non mi è piaciuto l’aver sminuito il caso da alcuni rappresentanti del partito. Attendiamo le verifiche ”. Sgambati chiarisce anche che dal coordinatore uscente Emilio Toma c’è stata un’organizzazione dei seggi meticolosa: “C’erano presidenti e scrutatori di entrambi le mozioni, noi ad esempio abbiamo indicato il Notaio Buquicchio e nessuno dei nostri è stato pagato”. Ma accanto ai volontari c’erano persone alle quali sono stati promessi soldi, come accade in ogni campagna elettorale.
A seguire la replica di Antonio Distaso, Vice coordinatore regionale del Pdl, pronto a battersi per il ruolo di coordinatore provinciale:
“Capisco e, in parte, condivido – aggiunge Distaso - l'esigenza di dialettica congressuale, ma non posso condividere la rappresentazione, che si cerca di alimentare, di una apparente contrapposizione tra conservatorismo (inteso come chiusura al dialogo e alla crescita complessiva del Partito), ed impegno innovatore, anzi addirittura ‘rottamatore’. E' una rappresentazione non vera: in primo luogo perché l'impegno innovatore non può che essere patrimonio comune, in secondo luogo perché non c’è stata nessuna lotta di Davide contro Golia, considerato che a Bari, a sostegno di entrambe le mozioni congressuali, erano impegnati esponenti di primo piano del nostro Partito.
Al prossimo congresso provinciale di Bari mi aspetto uguale, se non maggiore, entusiasmo; il voto e la partecipazione dei nostri iscritti sono la migliore e più efficace medicina in un periodo difficile di crescente antipolitica e di sfiducia verso le Istituzioni rappresentative. Ora – conclude Distaso - è più che mai il momento di lavorare e di tradurre in operatività i tanti buoni propositi espressi, concentrandoci sulle vere urgenze della nostra vita politica territoriale, a cominciare, per esempio, dal Sindaco di Bari che, forse in virtù del suo ruolo di Presidente della Fondazione Petruzzelli, sembra essere sempre più incline alla teatralità, alla rappresentazione e al commento virtuale della realtà e sempre meno adeguato nell’affrontare le emergenze reali, non presunte, della Città di Bari”.
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