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Politica
mercoledì, 22 febbraio 2012 ore 03:04
Ex Rossani, le ragioni della Regione
Tredici milioni e tre parole chiave: equità, sostenibilità e trasparenza
Ex Rossani, le ragioni della Regione
di Antonio Bucci

Bari – Sull’ex caserma Rossani Michele Emiliano vuol “fare da solo”? Angela Barbanente prova a sgombrare il campo dagli equivoci sulla quadra mancata sulla proposta e le prospettive di riqualificazione ed espone la linee guida del Governo regionale: tredici milioni di euro da investire e tre parole chiave: equità, sostenibilità e trasparenza.

Intanto l’equità. “Se il Comune di Bari ci chiede di scegliere fra Margherita e Rossani, il principio di equità non può che indicarci un quartiere, Carrassi, che è stato per decenni abbandonato alla sua condizione di invivibilità dovuta a insopportabili densità edilizie e mancanza di spazi di relazione e aree verdi”. Quindi la sostenibilità, e l’assessore regionale all’Urbanistica ricorda che “l'intervento regionale è stato richiesto dal Sindaco per evitare di 'dovere optare' per un project financing del valore di 80 milioni che avrebbe compromesso la possibilità di risarcire gli abitanti del quartiere delle tante sottrazioni di ossigeno e spazi aperti subite negli anni”.

“Ma l'ex caserma Rossani non può essere considerata solo in una prospettiva di quartiere”. Particolarmente vicina alla ferrovia, snodo principale dei trasporti,  è area strategica per l’intera regione. “E qui interviene il principio di trasparenza. La Regione può investire direttamente risorse comunitarie, senza ricorrere a una procedura di evidenza pubblica: l'intervento previsto per la Rossani nella proposta di protocollo di intesa, coglie l'opportunità di grandi edifici dismessi strettamente integrati ad un ampio spazio verde, assieme all’elevata accessibilità, per sperimentare, in linea con quanto è stato progettato con successo in tante città europee, forme di integrazione fra cultura, arte contemporanea e riqualificazione urbana”. 

Dal parco ai laboratori alle zone espositive. Ed è su queste ultime che il Sindaco sembrerebbe essere poco convinto: il museo d’arte contemporanea lo vorrebbe nel Teatro Margherita e non vorrebbe rinunciarvi. Che sia questo il nodo del contendere? La Barbanente rivendica “una politica regionale impegnata a dimostrare quanto sia importante per lo sviluppo e per l’occupazione investire in cultura, sostenere la creatività giovanile, dare spazio alle diverse espressioni artistiche, con una particolare attenzione ai giovani e apertura al Mediterraneo”. Poi apre: “Se si condividono questi principi e le conseguenti proposte, sul resto, ossia procedure e forme organizzative, non dovrebbe essere difficile raggiungere un’intesa”.

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