Ipotesi di soppressione di dieci Province italiane dal 1 giugno 2013. La sforbiciata dovrebbe essere però rimandata alla "fase tre" e non applicata all'approvazione prevista in queste ore
BARI - Scrivi "spending review" Leggi "razionalizzazione dei costi per una migliore efficenza amministrativa". O "tagli lineari", a seconda che a darne una valutazione siano il Governo italiano o gli enti locali colpiti dalla revisione delle spese di Monti.
Tra le realtà maggiormente colpite, compaiono le Province, anche se non nella discussione di queste ore. Il taglio sarebbe rimandato alla cosiddetta "fase tre". Nelle intenzioni dell'esecutivo tecnico sono dieci quelle che andrebbero soppresse dal 1 giugno 2013: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Reggio Calabria e Bari sarebbero sostituite da altrettante città metropolitane. Molti gli Enti invece a scomparire del tutto, come scrivevamo. Bat, Brindisi e Taranto sparirebbero.
Gli organi - Quelli della città metropolitana saranno il consiglio e il sindaco metropolitani. I membri del consiglio (dieci) saranno eletti tra i sindaci dei Comuni dell'area. Trentuno i paesi previsti per la zona relativa a Bari, secondo lo schema originario che ne prevedeva l'istituzione, dopo la riforma del titolo V della Costituzione. Meno di un milione gli abitanti dell'area. Le deleghe saranno simili, ma con maggiore coordinamento tra i Comuni e con una macchina amministrativa più snella.
Il giudizio dell'Upi - Dura la reazione dell'Unione Province Italiane che fa eco a quella dell'Anci e della Conferenza Stato-Regioni. '"Come si fa a non parlare di manovra quando in ballo ci sono 7,2 miliardi di euro? - si chiede il presidente Upi Giuseppe Castiglione - Se ci atteniamo alle bozze circolate sui media, le cifre addebitate alle Province sono del tutto inaccettabili: 500 milioni di taglio nel 2012 e 1 miliardo nel 2013, che si aggiungono a quelli già stabiliti dalle manovre precedenti, tutte durissime, che ci hanno ridotto di 3,3 miliardi i bilanci da qui al 2014. Si continua poi a suddividere il peso dei tagli in maniera del tutto sproporzionata, con un carico sempre maggiore sulle Province".
''A questo punto - conclude Castiglione - diventa perfino ridicolo continuare a parlare di razionalizzazione delle Province: con queste cifre almeno la metà delle Province andrà in dissesto nel 2012 e nel 2013 tutte le altre''.
Parole chiave: Provincia, Spending review, Francesco Schittulli
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