Le primarie in provincia di Bari restituiscono un'immagine differente del Partito democratico rispetto al recente passato. E non è solo una questione di vittoria della coraggiosa Liliana
Bari - Cosa ne sarà del Pd di Terra di Bari nell’anno che verrà? Domanda da sei al Superenalotto e forse anche di più: i primi sei più suffragati, dalla più giovane di Puglia, l’altamurana Liliana Ventricelli all’ex margheritina e recente renziana Giusi Servodio portano in dote al 2013 e alle elezioni del 24 febbraio un segnale di partito sospeso tra voglia di rinnovamento, rappresentanza del territorio e vecchi asset di potere. Antonio Decaro, lasciato “solo contro tutti” a Bari e soprattutto lasciato solo dal sindaco Michele Emiliano, ha messo in campo la rete capillare del sostegno che alle ultime elezioni regionali gli ha fatto guadagnare 6mila voti ma ha fatto capire che anche senza Alberto Tedesco può dire la sua. I due ex DS di ferro, Dario Ginefra e Vito Antonacci, il primo deputato uscente, il secondo sindaco di Adelfia, si giocheranno una bella partita sul posizionamento nelle liste di Camera e Senato ma dovranno fare i conti con la stessa ala “cattolica” con la quale da sempre si fronteggiano, e quindi Gero Grassi, che nella sua Terlizzi ha vinto nonostante le polemiche ma ha preso voti a iosa soprattutto a Polignano, e dalla sempreverde Giusi Servodio, che ha rosicchiato voti ovunque, da Japigia e Carrassi fino a Bitritto per arrivare a Molfetta, Gravina, Giovinazzo e Gioia Del Colle.
Ha vinto chi poteva contare su alleanze forti nei comuni dell’hinterland barese e che su Bari ha tenuto testa ai candidati espressione del sindaco Michele Emiliano, uno su tutti il fratello Alessandro che in proporzione ha ottenuto più voti a Bitonto, Conversano, Giovinazzo, Monopoli e Corato rispetto a Bari città. E chi ha perso? Alla fine non ha perso nessuno, anche se il correttissimo Enrico Fusco ha subito stigmatizzato il suo ultimo posto. “Queste primarie serviranno a stoppare le velleità di alcuni e a far capire chi deve andare avanti davvero” si sussurrava tra via Fortunato e via Crisanzio ieri mattina: ora bisognerà capire come si sono mossi i voti di chi ha votato alle primarie ad esempio per Tabacci, forse non sono andati tutti su Alessandro Emiliano come si poteva pensare da accordi emilianei con la famiglia Pisicchio. E poi tutti coloro che sono sotto la soglia dei 2209 voti come l’Adalisa Campanelli cosa faranno? Candidati nel listino bloccato in posizioni “scomode” o destinatari di altri posti un po’ più comodi ma non romani magari in Regione Puglia? Tutto da vedere: ed è questo il vero problema. Ora si scateneranno altre lotte fratricide perché il corto circuito elettorale produrrà dimissioni a cascata. Forse solo studiando le accoppiate uomo-donna di queste primarie con gli elenchi dei votanti da rivedere e forse da riscrivere potremo avere qualche indizio su chi sosterrà chi nelle corse locali e magari ma chi ha fatto da scrutatore nella lunga domenica delle primarie non capirà mai certe accoppiate strambe viste nelle urne. Un dato però è certo: Liliana Ventricelli, 26 anni, ha vinto anche grazie ad un cartello con Dario Ginefra e alla spinta data dal gruppo dei Giovani Democratici di Terra di Bari. La sua è stata denominata “candidatura collettiva”: per il 2013 però dovrà avere la forza di non farsi fagocitare dal modo di fare politica che ha danneggiato per decenni proprio i giovani come lei, tanto da farli ritenere troppo giovani per incarichi importanti anche a 40 anni. E ora tra le bombe di Capodanno che già scoppiano attendiamo il risultato regionale di Sinistra, ecologia e libertà.
Parole chiave: partito democratico, primarie, sel, decaro, ventricelli, grassi, ginefra, emiliano, servodio
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