di Antonio Bucci
Bari – Entro fine anno si era detto e, pur in extremis, così è stato: la Puglia si allinea con le altre Regioni italiane e taglia i vitalizi, anche se a partire dalla prossima legislatura.
Ben 14 le amministrazioni che hanno già legiferato in quella direzione dal Friuli Venezia Giulia all’Abruzzo, passando per Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Toscana, Trentino e Umbria. Ultimo il Piemonte che lo ha fatto proprio due giorni fa.
Il passo avanti il Consiglio lo fa in notturna durante la lunga maratona per il Bilancio su iniziativa dei capigruppo di maggioranza e minoranza, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza. Si passa al sistema previdenziale contributivo con godimento a partire dal sessantesimo anno d’età. Decurtato anche l’assegno di fine mandato che scende dalle attuali 12 mensilità per i cinque anni di consiliatura a 5 mensilità, una per ogni anno di mandato, “per allineare sempre di più il trattamento economico dei consiglieri regionali a quello di qualsiasi lavoratore” tiene a specificare il Presidente dell’Assemblea Introna.
E che il vento sia questo anche su scala nazionale lo testimonia il fatto che il neo ministro per gli Affari Regionali Gnudi abbia convocato per il prossimo 12 gennaio la Commissione paritetica Governo – Regioni – Enti locali su rinnovamento delle istituzioni e taglio dei costi della politica.
“È tempo di sacrifici e di buon senso”, commenta soddisfatto Introna, “ed i consiglieri regionali sono consapevoli del momento che attraversa l’intero Paese e della crisi che tocca tutti”.
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