Il sondaggio Ipr Marketing, che misura il consenso dei sindaci, premia con un bronzo il primo cittadino di Bari
di Antonio Scotti
Bari - In testa ci sono più sindaci del sud che del nord. E’ questo in sintesi l’esito del sondaggio annuale dell'Istituto IPR Marketing per il Sole 24 Ore sul consenso agli amministratori locali. In vetta spicca il sindaco di Napoli Luigi De Magistris con il 70% dei consensi, autore di un incremento, rispetto al giorno delle elezioni, di quasi 5 punti. Al secondo posto, con il 66%, Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. Al terzo posto pari merito con il 65% assegnato a Vincenzo De Luca (Salerno), Flavio Tosi (Verona) e Michele Emiliano. Quest'ultimo fa registrare un incremento di oltre cinque punti percentuali dalle ultime elezioni. Ultimo in classifica, con consenso del 38% (pari al 15 percento in meno rispetto al risultato elettorale), è il primo cittadino di Palermo Diego Cammarata.
"Sono orgoglioso di vedere in cima alla classifica tanti sindaci del Sud che esprimono onestà - commenta Michele Emiliano - trasparenza e buon governo. Sono particolarmente felice che due sindaci di città difficili come Napoli e Bari abbiano il sostegno delle loro comunità, ce n’è bisogno in un momento drammatico come questo, ma anche pieno di opportunità per il futuro.Questo sondaggio è anche un segnale ai partiti, che non solo sono al minimo storico nel livello di fiducia dei cittadini, ma non riescono nemmeno ad utilizzare i successi amministrativi di una nuova classe dirigente che si sta formando nella trincea dei Comuni".
A differenza dei colleghi di Napoli e Cagliari, Giuliano Pisapia vede decrescere il proprio consenso. Il leader della “vittoria arancione” a Milano, paga politicamente sia la stretta sulla austerity di bilancio che la decisione del ticket di 5 euro per entrare in una zona del centro, perdendo il 3,6% dei consensi ottenuti all’indomani del ballottaggio contro Letizia Moratti e collocandosi alla 76esima posizione. Lo sconfitto di questa indagine è Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che sprofonda al 56esimo posto. Al primo inquilino di Palazzo Vecchio forse inizia a pesare la troppa attenzione che sta dedicando al cambio generazionale interno al Pd nazionale. I fiorentini rivendicano maggiore concentrazione sulle problematiche del capoluogo toscano e i risultati iniziano a vedersi.
Cresce l'assenso nei confronti del neosindaco Piero Fassino: dodicesimo con il 59% del gradimento e un incremento del 2,6 rispetto alle elezioni di primavera. Tuttavia si tiene molto lontano dai rendimenti dell’ex Setgio Chiamparino che, l’anno scorso, risultò il secondo sindaco più amato. Gli ultimi dieci sindaci sono del PdL, fatta eccezione per Giovanni Battista Mongelli (Pd) che governa Foggia. In Sicilia l’operato dei sindaci mostra segni inequivocabili di dissenso. Oltre alla maglia nera per Cammarata, spiccano i casi di Giuseppe Buzzanca di Messina (99esimo, -4,1%), Raffaele Stancanelli di Catania (91esimo, -6,6%) e Marco Zambuto di Agrigento (88esimo, -13,9%): tutti del PdL, da sempre egemone in terra sicula.
A Genova, invece, tira una brutta aria per la sinistra. Marta Vincenzi, dopo l’alluvione che colpì il capoluogo ligure lo scorso autunno, perde cinque punti percentuali di consenso rispetto all’anno scorso (-3,2 se confrontato con il risultato elettorale) e con il 48% di favori è alla 92esima posizione di classifica. Buona la prova dei sindaci meridionali: nelle prime dieci posizioni ci sono otto amministratori del mezzogiorno, contro i due settentrionali rappresentanti dal leghista Flavio Tosi di Verona e da Alessandro Andreatta (Pd) di Trento.
Le interviste sono state effettuate nel periodo 12 settembre - 18 dicembre 2010.
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