Il Partito democratico invecchia nella sua parte rosa: e non basta la carica della portavoce nazionale Roberta Agostini a Bari per promuovere il protagonismo in rosa nella politica dell'Italia maschia
di Margherita De Quarto
Bari - Se la Conferenza si definisce “delle donne”, prevederà sicuramente una larga se non esclusiva partecipazione delle donne. Quello che sicuramente la suddetta Conferenza, organizzata dalle donne del Pd, non aveva previsto, era una così bassa affluenza delle giovani. Complice l’orario, le 16, la media dell’età durante tutto l’incontro non ha mai superato la quarantina.
È pomeriggio, freddo più del solito, che le donne hanno trovato l’occasione per continuare e terminare un discorso iniziato alla vigilia della caduta del governo Berlusconi, come ricorda l’assessore al welfare della Regione Puglia, Elena Gentile, tirando le somme sugli ultimi avvenienti politici, sul passaggio dal Governo Berlusconi al Governo Monti e degli standard e delle aspettative europee che non vanno tradite. Le parole della Portavoce Regionale delle Donne Democratiche, Antonella Vincenti, raccontano un rinnovato e deciso impegno delle donne all’interno del partito e un convinto appoggio del Pd al governo Monti: “Il ruolo del Pd è di spingere sulle liberalizzazioni per rilanciare l’economia. Dobbiamo proferire elementi di equità. Non solo: c’è da rimettere in moto un sistema politico che esce con le ossa spezzate dal Governo Berlusconi”.
Tutte concordano sull’inversione di tendenza che ha segnato l’insediamento di Monti anche solo rispetto alla percezione della donna. Lo dimostra il solo fatto che alcuni ministeri, fino ad ora affidati a soli uomini, siano stati affidati a delle donne. Ma il cruccio delle donne resta la crisi, e quindi la questione lavoro, e la legge elettorale. Strano! Pare che le donne vogliano le stesse cose degli uomini, ma preferiscano dirlo in una sede diversa, dove alcuni uomini “si sentono in disagio a restare” (confesso sottovoce uno dei presenti).
A riassumere riflessioni, istanze e preoccupazioni è la Portavoce Nazionale delle Donne Democratiche, Roberta Agostini, che inizia dal principio, il nostro principio: la caduta del governo Berlusconi. “Il Governo Monti è il simbolo del fallimento della destra. Non della politica o delle parti politiche, ma della destra. Certo, c’è un momento di difficoltà della politica, ma dobbiamo saper distinguere questo da quello. Anzi, dobbiamo riconoscere al Pd il merito di aver contribuito alla costruzione di questo governo – ha esordito la Agostini – Questo è un governo che ci restituisce una credibilità, sia rispetto ai cittadini italiani, che rispetto all’Europa. E questo è un fatto fondamentale in un momento in cui le politiche della Merkel e di Sarkozy non ci convincono ed, anzi, non possono far altro che affossarci. Nonostante il declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating, siamo sulla strada giusta. Ma oltre al rigore, deve esserci equità e crescita. Il Paese ha bisogno di una massiccia dose di liberalizzazioni che permettano ai cittadini di affermare i propri diritti. Importante è il ruolo delle donne nel dialogo con le forze sociali e imprenditoriali”. Riferendosi, poi, alla legge elettorale svela le carte del partito “Il Pd ha una proposta che a noi donne converrebbe e che a me personalmente piace molto: un collegio in cui il cittadino possa riconquistare il rapporto con il Parlamento e viceversa. Quindi un sistema in parte maggioritario e in parte proporzionale, con una rappresentanza paritaria fra uomini e donne”. Infine, prima di volare verso Roma, invita tutti all’evento organizzato insieme a tutte le amministratrici del sud, che si terrà a Napoli il 17 e 18 febbraio e al quale parteciperà anche Pierluigi Bersani: “Dobbiamo mettere in moto una grande iniziativa politica che parli di lavoro, crescita e buona politica e che veda il protagonismo delle donne. Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente che porti il Paese fuori dalla crisi e che riformi la politica e i partiti”.
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