di Antonio Bucci
Bari - La Giunta regionale ha avviato il procedimento di revoca della partecipazione alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo. All’assessore al Bilancio però, già il mandato di predisporre una delibera per la conferma di destinazione delle risorse finanziarie ad hoc per la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero pubblico a Taranto.
Tanto tuonò che piovve, dirà qualcuno. A dare la scossa alla vicenda della dependance pugliese del nosocomio dall’imponente cupola ferrea sorvegliata dal grande angelo, certamente avrà contribuito quel colpo di pistola sparato alla tempia da Mario Cal, ex vicepresidente del San Raffaele di Milano il 18 luglio scorso. Un evento capace di radunare nella stessa camera ardente Formigoni e l’ex Ministro Fazio, Albano Carrisi e Renato Pozzetto. Fondazione sì, quella del San Raffaele, ma al di sotto della quale si sono riprodotte una serie di società di capitali quotate in borsa. Un miliardo e mezzo di debiti. A scoprire i quali non ha aiutato nemmeno la legislazione vigente a tema, che non obbliga le fondazioni, in quanto senza scopo di lucro, a depositare i bilanci.
Il salto in Puglia era stato preceduto da tutte le cautele e da valutazioni di stima accurate, avevano precisato Vendola e Pelillo quest’estate in conferenza stampa: “Abbiamo chiamato con noi l’irccs e l’Università che lo stesso Sole 24 ore ha definito essere i primi in Italia.” E ancora: “Col San Raffaele di Milano non hanno relazioni economico finanziarie né la Regione Puglia né l’Asl di Taranto”. Tanto il SS Annunziata quanto il Moscati, mostrano notevoli e palesi inadeguatezze per strutture vetuste e standard qualitativi, avevano argomentato annunciando la nascita del nuovo polo della salute nel capoluogo ionico. Poi lo stop al bando, perché dal Servizio urbanistica regionale si era riscontrata una incongruità tra quanto rilevato dal Corpo Forestale dello Stato e quanto invece attestato nella perizia tecnica del Comune in merito alle aree percorse dal fuoco tra il 2006 e il 2009, dal momento che su quelle non si può costruire per un determinato periodo e neanche modificare la destinazione d'uso.
“È mancato il senso dell’opportunità politica” si è giustificato il Governatore dopo il crack milanese, raccontandolo ai microfoni di Report, poi la decisione della revoca delle delibere. Di tutte, da quella con la quale si acquisiva agli atti la proposta di sperimentazione gestionale formulata dalla “Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor”, a quella per l’Accordo Quadro tra la Regione Puglia, il Comune di Taranto, la ASL di Taranto e la Fondazione per i profili urbanistici connessi alle opere di edilizia ospedaliere. Compresa quella con la quale si assegnava alla Fondazione, per la realizzazione dell’ospedale, la prima quota di 60 milioni di euro dei Fas.
San Raffaele o meno, Taranto avrà comunque il suo Polo della Salute, rassicurano da Lungomare Nazario Sauro. Nel frattempo, almeno sembra chiaro a quale Santo non votarsi.
Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate