Quelli delle primarie: Vendola, Blasi, Pelillo e ...
di Antonio Bucci
Bari – Primarie? Sì, no, forse. La mattinata in presidenza che aveva visto l’avvicendamento di Attolini a Fiore al comando della Sanità pugliese avrebbe riservato un colpo di coda non indifferente.
Archiviata la partita delle candidature a sinistra per la corsa a Palazzo Carafa nel capoluogo salentino, nello scacchiere resta aperta l’altra partita fondamentale a Taranto. Da una parte il primo cittadino uscente Ezio Stefano, civista ma vicino a Sel che preme per la ricandidatura; dall’altra un competitor (non l’unico) d’eccezione come l’attuale assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo.
E mentre Loredana Capone a Lecce si guarda attorno pronta a tessere alleanze con i centristi, in terra ionica è lo stesso Presidente Vendola ad accelerare: “Il centrosinistra rompa gli indugi e dia il via a una campagna elettorale che continui la straordinaria opera di cambiamento incarnata da Stefàno che di primarie e secondarie, ne ha fatte tante in quella città”, sfodera repentino, e se non bastasse ribadisce il messaggio e rincara: “Dobbiamo sentire l’orgoglio di avere nelle nostre grandi città, a Bari come a Taranto, sindaci che non solo sono dotati di uno straordinario carisma e consenso popolare. Ma sono i simboli viventi di quello che dovrebbe essere il centrosinistra come coalizione del cambiamento”. Ed, in effetti, anche il Sindaco di Bari, pur presidente Pd, non aveva lesinato poco tempo fa il suo appoggio al medico Stefàno.
Ora, mettendo da parte la fantapolitica, che vorrebbe l’avvocato tarantino pronto alla vicepresidenza della Giunta regionale qualora la collega Loredana battesse l’ex delfino di Donna Adriana, Paolo Perrone, dalla segreteria piddina sono tutt’altro che malleabili. “Mi sembra che si sia capovolto il mondo: ma come, chi chiede le Primarie ovunque, non vorrebbe farle in Puglia?”, ha commentato a stretto giro di posta Sergio Blasi, che già aveva incassato il niet del Governatore su quelle per scegliere i candidati parlamentari, ma che anche pochi mesi fa aveva dichiarato: “Non possiamo impiccarci all’albero delle primarie”.
“Senza primarie mi ritiro”, ha fatto sapere Pelillo in serata dalle colonne di un quotidiano tarantino. Nel frattempo il presidente del suo partito sembra alle prese con una potenziale novità: il concorrente che non ti aspetti. Qualcuno già ne aveva accennato sussurrando dopo l’intervista televisiva del “Non fonderò con Vendola un nuovo partito comunista”. E sarà che la sfida per la poltrona più alta di Lungomare Nazario Sauro sembra costantemente non essere troppo lontana ma il Gladiatore è stato netto: “Magistà è in piena campagna elettorale contro di me. Vuole fare il Presidente della Regione”.
Sarà vero il tam tam sul direttore conversanese? Sarà lui la “carta” mediatica fittiana dopo i rumours sui corteggiamenti ad Attilio Romita del Tg1 della scorsa tornata? I giri di valzer sono appena cominciati.
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