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Politica
domenica, 5 febbraio 2012 ore 08:44
Congresso Pdl Bari: rush finale per la sfida alla segreteria
In diretta per la partita a due Lettieri - Sgambati. Chi si aggiudicherà il tie-break decisivo?
di Redazione Go Bari

Di Stefania D'Amore ed Antonio Bucci

Bari - Comincia la sfida. Fittiani da una parte, Ex Aennini dall'altra, più forti e numerosi i primi, sostenitori di un'idea nuova di partito libero e liberale i secondi. Dopo la caduta di Silvio Berlusconi  e non ancora del berlusconismo, con buona pace del PD, le anime del Popolo della Libertà barese aono pronte a scegliere il segretario cittadino e il suo vice. 
Una partita a quattro, che vede da una parte del campo la coppia Luigi D'Ambrosio Lettieri - Marcello Gemmato, più vicini all'ex Ministro Fitto, dall'altra Claudio Sgambati e Filippo Melchiorre, voce a Bari del senatore Gaetano Quagliariello. Il primo è consigliere circoscrizionale a Japigia, il secondo è consigliere comunale di lungo corso, a lungo tra i più suffragati di Alleanza Nazionale al Comune di Bari. 
Passato e futuro si incrociano, in una sala Tridente che per decenni è stato il luogo di elezione della politica craxiana in Terra di Bari. Go-Bari.it seguirà i lavori delle mozioni in questo freddo pomeriggio di febbraio 2012. 

ORE 20.11: La nostra diretta finisce qui. Appuntamento a domenica per la fumata bianca. Chi sarà il segretario?

ORE 20.52: Raffaele Fitto interviene in coda, volendo ascoltare prima tutti gli interventi. "La strada non è arrivare qui proponendosi come nuovi criticando quanto venuto prima. Ero tra quelli che hanno sostenuto la candidatura di Di Cagno Abbrescia, ma non trovo costruttivo l'atteggiamento di coloro che, non avendolo fatto, sono andati via all'indomani delle elezioni. Quando si perde lo si fa insieme. Non posso accettare critiche alle scelte calate dall'alto, ma dall'alto le abbiamo calate tutti insieme cercando di conciliare le varie anime. Una buona modalità è organizzare il partito avendo i giusti luoghi di confronto, anzichè sentenziare e andare via." Sottile stilettata sulla scelta delle candidature: "Se qualcuno di noi dicesse di essere più forte è legittimo ma opinabile, così in democrazia. Quando passano le nottate, la fretta di chiudere una fase politica rischia di mandarci fuori strada". 

ORE 20.44: Francesco Meleleo attacca sul piano strategico. "Tra un partito con più leaders ed uno senza un leader io preferisco sempre il primo. Noi abbiamo valori che altri non hanno, sappiamo cos'è il vero liberismo. I mali dell'Italia non sono nei tassisti che diventano miliardari".

ORE 20.27: Evergreen costante negli ultimi interventi resta: "Che finisca l'era delle caffetterie, la politica non si fa nei salotti ma nelle campagne elettorali".

ORE 20.15: Dopo lunga attesa arriva l'intervento di Ninni Cea che subito sottolinea la mancanza di riferimenti a provvedimenti per l'economia turistica della città. "Avrei voluto sentire parlare di mare e di urbanistica". Caustico con Sgambati: "Mozione Sgambati con pochezza di idee, naturale per chi non è insediato nel territorio", ma ne ha anche per i tranfughi: ‎"Per quella lista di amici che hanno abbandonato il Pdl, elencata da Filippo Melchiorre, apro la porta e li invito ad uscire. Non abbiamo bisogno di loro".

ORE 20.13: Massimo Posca, ex An, torna sul passato del suo partito di appartenenza: "Dov'è finito il patrimonio di An?". E sui colleghi che hanno lasciato il partito: "Melchiorre ha elencato un necrologio, io dico che è meglio: stiamo più larghi". A favore di Sgambati dichiara: "Non abbiamo parlato di rottamare, ma solo di gerarchi. Comunque non abbiamo cercato la sfida muscolare"

ORE 20.03: Irma Melini, rappresentante dei giovani Pdl plaude alla presenza di giovani in sala e rilancia sulla partecipazione dei giovani alla vita politica.

ORE 19.51: "La politica spesso è emanazione opaca del potere". Lo dice Sergio Silvestris, europarlamentare. Poi si lancia in una rapida serie di "Insieme" in anafora, con tanto di scambio tra S e Z, prima che possa annaspare riprendendo fiato e darsi ad un monologo ironico sulle lunghezze degli interventi di Lettieri.

ORE 19.44: Piccola nota di colore extra. Maurizio Gasparri trova la quadra sul maltempo: "L'emergenza neve a Roma è colpa del Tg3". 

ORE 19.41: Dalle pagine di Twitter, un (e)lettore di nome Gianni rispedisce al mittente Di cagno Abbrescia l'accusa di falsità rivolta ad Emiliano: "Noti che sono di destra ma l'ex Sindaco sarebbe meglio tacesse. Lei sta dando prova di ottima gestione".

ORE 19.34: Un relatore ignoto, poi scoperto essere Ignazio Zullo, alle prese con le metafore ardite sulla diaspora dei colleghi di partito, racconta l'inquietante caso dei petali che ricattano i carciofi, salvo mangiarsi poi un'intera squadra di vocali.

ORE 19.28: Filippo Melchiorre dissuade i colleghi in sala dalle reminiscenze di sinistra del berlusconismo: evocare continuamente il competitor Emiliano? "Non ci fa bene". Apre il suo intervento con una lunga lista di nomi (da molti definita "un necrologio") di chi negli anni ha abbandonato il Pdl, senza che nessuno si sia mai interrogato sulle motivazioni dell'abbandono. Poi attacca a testa bassa sulle false tessere: "Chiederò una commissione di indagine: "Ci sono 120 persone che abitano in un sottoscala e domani parteciperanno al voto". Ironicamente lo chiede a Ninni Cea. Il tavolo di presidenza assicura una verifica sulla regolarità del tesseramento.

ORE 19.24: On. Francesco Paolo Sisto: "In molti hanno dato al proprio intervento un indirizzo nazionale bypassando le problematiche locali che ci riguardano da vicino; è il momento di superare le ambizioni personali per la creazione di un partito di destra realmente radocato nel territorio. Ho molto apprezzato l'intervento di D'Ambrosio. Quando la pancia supera il programma l'intervento diventa politico". Dal pubblico Lettieri entusiasta applaude, Cea non nasconde più di un dubbio.

ORE 19.13: Durante l'intervento di Quagliariello, il Sindaco di Bari continua ad aggiornarci live: "Anche Di Cagno Abbrescia ha parlato a me che ero nel pubblico dicendo che non mantengo le promesse. E cita il caso Fibronit". Nemmeno il vice presidente dei senatori Pdl risparmia una citazione al capitano Schettino, inquietante costante linguistica di media e comunicazione politica e non. E non si risparmia nemmeno il primo cittadino, che legge nelle parole di Quagliariello l'ammissione  della "disfatta del partito barese che aveva puntato tutto su Berlusconi: invita ad essere tutti creativi". Alla nostra richiesta in esclusiva su quale intervento l'abbia convinto ha risposto secco; "Nessuno", salvando però Mantovano del quale dice: "Ecco un politico che ha delle idee".

ORE 19.02: Segue a ruota l'ex primo cittadino Di Cagno Abbrescia, oggi più baudiano del solito. Poi Quagliariello: "Bari da Porta d'Oriente sta diventando terra di conquista". E sul Governo Monti: "Non possiamo dir male ogni giorno del governo Monti e poi continuare a sostenerlo".

ORE 18.57: Mentre interviene Alfredo Mantovano segnaliamo l'arrivo in sala del capo dell'opposizione comunale Ninni Cea, che siede preoccupato dietro Michele Emiliano, sfoggiando look casual in camicia gialla in controtendenza rispetto alla moda Primavera-Estate 2012 che vuole il blu come colore dell'anno. Quagliariello ha preso posto accanto al Sindaco di Bari, accogliendo la proposta di Emiliano lanciata su Twitter: galeotto fu il congresso? Nel frattempo Mantovano striglia: "Ci dev'essere partecipazione e rinnovamento come dicono tutti, ma non viviamo sulla luna ed oggi non è così".  E cita, tra gli addi celebri legati alla mancanza di democrazia interna quello di Adriana Poli Bortone.

ORE 18.41: Colpo di scena. Marcello Gemmato legge i tweet di Emiliano infiammando la sala: "Nessun progetto di governo? Lui ha abbattuto Punta Perotti e forse è anche per questo che il Bari sta fallendo". Demagogia a palate? La sala però apprezza la svirgolata.

ORE 18.29: A grande richiesta Antonio Azzollini. Una dizione claudicante, qualche periodo ipotetico sui generis ("Stupido sarei se dico"), licenze taxi, spread, Marchionne e la Chrysler tutti insieme appassionatamente. Poi però è perentorio: "Il nostro partito deve diventare quello della produzione del lavoro".

ORE 18.10: D'ambrosio Lettieri: "Abbandoniamo Facebook, Michele Emiliano, il consenso si trova nelle periferie" . Esiste però una larga fascia di consenso, che non è solo quella dei giovani, che nasce virtuale e si consolida prima di arrivare nelle urne. L'esempio di Pisapia a Milano insegna.
"La città di Bari non può essere abbandonata da novelli Schettino che abbandonano la nave mentre va a fondo". Scivolone di cattivo gusto? Emiliano coglie subito la sfida e da twitter fa sapere a Go-Bari in esclusiva: "Lettieri candidato sindaco di Bari, sembra già deciso. E Massimo Cassano, e Ferorelli, e Schittulli?". E non lesina una stilettata al neo promosso competitor: "Quando si grida molto si hanno argomenti deboli". Lo Schettino di turno, a giudicare dalle parole di chi è intervenuto, sarebbe Tommy Attanasio, ex coordinatore Pdl ora tra le file della lista Emiliano per la Puglia.

ORE 18.00: Il nuovo Pdl secondo Claudio Sgambati. "Nulla sarà più come prima", ma comincia leggendo anche i saluti. Da "Bari laboratorio che andava oltre il Polo" ai giovani. E del partito dice: "Finita la fase di integrazione delle varie anime, dobbiamo arrivare fino alle periferie".  Nel frattempo Michele Emiliano scrive su Twitter: "Sono al primo congresso cittadino del Pdl di Bari, hanno una gran voglia di rivincita ma nessun progetto di governo". E mentre parla il candidato, continua a tessere trasversale: "Ho chiesto a Quagliariello di continuare la sua riflessione sulla forma partito e le sue idee non sono troppo diverse dalle mie". E sul paragone con Schettino è "clemente": "Lo perdono, era troppo teso nel candidarsi a sindaco".

ORE 17.49: Emilio Toma: "Adesso parlo io". "Il diritto di scelta dell'elettore è stata una grande conquista. Oggi assistiamo ad un'ipotesi politica in cui si sta tentando di cambiare le regole del gioco. Destra e sinistra non sono uguali e rivendichiamo la nostra specificità". Resta incognito il significato della locuzione "dove va diventa". Attendiamo eventuali spiegazioni a tema.

ORE 17.34: Francesco Amoruso guarda alla casa comune dei moderati e rivendica: "In Puglia amministriamo più città". "Non è un congresso dove chi perde vince, non siamo mai stati un partito di ex". Poi attacca "una Sinistra regionale che ha solo saputo portare a termine i progetti che aveva iniziato il centrodestra". Michele Emiliano, a giudicare dall'espressione, sembra non essere troppo d'accordo. 

ORE 17.23: Daniela Maniglio porta i saluti di Api e di Rutelli (e a Lusi chi li porta i saluti?). Prosegue: "Cerchiamo ristabilendo un rapporto di fiducia, di far tornare i cittadini a votare". Ecco, appunto.

ORE 17.10: Francesco Schittulli sostiene l'importanza dell'impegno "civico" (o civile?). "Il mio Movimento vuole essere forte e non fossato" (nè tantomento af-fossato). "A chi mi chiede dove voglia andare il Movimento Schittulli, rispondo: Avanti!"

ORE 17.05: Michele Emiliano (PD): prime "prove locali" di grande coalizione? "Bisogna smettere di pensare ai partiti alla vecchia maniera come stazioni dei Carabinieri". Che sia un riferimento al Terzo Polo? Basta ad andare in coppia e allarghiamo il gruppo?

ORE 17: Prende il via il congresso PDL per la città di Bari. Dopo una breve infarinatura generale, viene data la parola al Sindaco di Bari.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

 

Parole chiave: pdl, d'ambrosio lettieri, posca, cea, sgambati, melchiorre, quagliariello, fitto, mantovano, gemmato, attanasio

 






 

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