Bari - Ai microfoni tutti contenti, dietro la grande foto in Sala Tridente tutti pronti a tirar fuori i coltelli. Il Senatore
Luigi D'Ambrosio Lettieri vince il congresso di Bari, ma la percentuale di voti ottenuta, il 66.6% non è così alta come ci si aspettava all'apertura dei seggi. Dall'altro lato il triumvirato
Sgambati-Melchiorre-Posca gongola per aver mostrato i muscoli ed aver portato con semplici strategie (lettere a casa ndr) dei duemila tesserati in loro quota più della metà ai seggi. Dopo l'acceso confronto raccontato da
Go-Bari.it sabato pomeriggio, nel Palazzo del Mezzogiorno ieri in Fiera c'era di sicuro un'aria nuova: delle belline e bellone dei fasti berlusconiani non c'è più l'ombra, solo qualche capello piastrato neppure tanto ad arte tra le scrutatrici, espressione della parte forte del partito, studenti universitari, pensionati in giacca e cravatta e tanto popolino.
Questo è il punto dolente del Pdl di Terra di Bari, che ancora recluta nei ceti più poveri il consenso, senza educarlo, senza elevarlo, lasciandolo schiavo della sua povertà: "
Mamma vienimi a prendere, ho freddo - singhiozza una ragazza poco più che 18enne con un maglione bianco a pochi passi dal bagno -
io non ce la faccio più, è da stamattina che sto qua. I soldi da scrutatore me li daranno, me li devono dare per forza ma non lo faccio più sto fatto, giuro non lo faccio più". Non una parola in italiano, tutto in rigoroso dialetto, che non racconta la tradizione barese ma la vita nei box fatti a casa di Enziteto o negli scantinati umidi di san Pasquale. Su queste basi il Pdl accrescerà pure i suoi consensi ma non potrà mai essere alternativa di governo di una città: il congresso cittadino sarà composto dal segretario Lettieri e dal suo vice Marcello Gemmato e poi da Emilio Toma (coordinatore cittadino uscente), Stelio Campanale, Michele Cascione, Vito De Benedictis (ex presidente dell'VIII circoscrizione, Raffaele Diomede, l'assessore provinciale Sergio Fanelli, Gaetano Filograno, Giovanni Ladisa, Giovanni Loiacono, il consigliere comunale Giuseppe Loiacono, il cognato dell'onorevole Distaso, Giovanni Matarrese, Alfredo Mele, Paolo Prete, il giovane consigliere della I circoscrizione Fabio Romito e l'unica donna del listino bloccato Paola Vescia.
A questi quindici si aggiungono Pasquale Finocchio, il consigliere comunale che ha raccolto 327 preferenze, Pino Casalino, Vichy De Martino, il consigliere comunale Romeo Ranieri e Luigi D'Abbicco. Molta polemica sotterranea sulla questione delle preferenze: dopo i 15 nomi sulla scheda c'era infatti una 16esima casella che i tesserati potevano riempire a piacimento. I cinque seggi sono scattati perché la lista di Lettieri ha superato il 50% dei consensi. La lista numero uno di Sgambati e Melchiorre porterà in dote al congresso cittadino Massimo Posca, Vincenzo Guerra, Fabio D'Introno, il vicepresidente della IV circoscrizione Antonio Ciaula, Leonardo Damiani e tre donne, Antonella Lella, Piera Cittelli e Maria Teresa Gigante.
Buon lavoro, e lasciate nei cassetti i coltelli.