Bari - Nell'Italia dei sacrifici e delle richieste di risparmio esiste una Puglia che inverte il trend di
recessione, almeno a sentire il governatore Vendola nella
conferenza di fine anno.
Ma ce n'è pure un'altra che ad ottimizzare i costi proprio non ci vuol
pensare. Anzi, pare volerli far lievitare. L'agenzia Regionale per
attività irrigue e forestali (Arif) ha indetto un bando per individuare
un software per la gestione delle proprie buste paga, pagando un importo
base di 191.520 euro netti per un biennio, compresi di supporto tecnico, formazione del personale e installazione. Un servizio che dal 2007 era costato invece alle casse pubbliche 24.000 euro l'anno: un aggravio notevole
dei costi. L'affidamento non sarà certo concesso alle cifre indicate
nella delibera, dato che le offerte dovranno essere
al ribasso, ma l'aumento della spesa è assicurato. Senza contare che ad
una veloce occhiata nasce il sospetto che i presupposti della gara possano favorire una particolare azienda, già individuata. Lunedì
è il termine perentorio della consegna e dell'apertura delle
buste. O della busta.
Il bando - Alla fine dello scorso novembre arriva la decisione: interrompere il
rapporto di collaborazione con un'azienda barese che forniva il
programma (e il supporto) per la compilazione delle paghe e
affidarsi a una gara pubblica. Tra gli scopi, ancora, il
contenimento dei costi che fino ad allora (già per gli enti poi sciolti
nell'Arif) ammontavano a 2.000 euro al mese. Vengono convocate solo
cinque aziende, già registrate nell'albo fornitori
dell'Agenzia. I
191 mila e mezzo previsti come base di gara al ribasso lasciano però basiti,
nonostante nei "considerato che" vengano indicati come inferiori alle
soglie comunitarie. Sono previsti 5,70 euro a cedolino, mentre dipendenti vengono
messi in cassa integrazione ed altri a fatica sono stabilizzati.
Il vincitore? - I criteri per essere ammessi alla gara sono molto
restrittivi. Almeno 100mila euro il capitale sociale dell'azienda
candidata, non meno di venti dipendenti, tre enti di cui due con
più di cento lavoratori che attestino la diligenza della società nello
svolgere un servizio analogo, la dichiarazione di due banche, come
minimo, sulla regolarità e puntualità del candidato. I paletti e le competenze tagliano fuori, quasi di
fatto, quattro candidate su cinque. All'apertura delle buste di lunedì 9
si conoscerà (o confermerà) la ditta vincitrice e con quale cifra, anche se viene prevista pure la possibilità di costituire consorzi tra aziende.
Essendoci una procedura pubblica di mezzo, ci riserviamo un'analisi solo
successiva nel caso in cui i "sospetti" si concretizzeranno.
Il copia/incolla nel capitolato - A destare sorpresa è un punto del capitolato d'appalto allegato al
bando. La spiegazione del sistema informatico (punto 1, articolo 2) ricalca la presentazione che diverse aziende utilizzano per descrivere i propri programmi di e-government. Con una semplice indagine su un motore di ricerca, la stessa dicitura (con tanto di errori ortografici, come ad esempio uno spazio dopo un apostrofo) si ritrova anche sul sito di una delle aziende partecipanti alla gara. Una nota stridente con la decantata trasparenza pubblica o una semplice coincidenza di cui a buste aperte potremo discutere col direttore generale Taurino. Per sgombrare il campo su qualsiasi sospetto di
un bando creato ad hoc.