Piccoli giornalisti crescono all’ombra della Regione Puglia. Grandi manovre all’interno del ‘palazzaccio ’ di lungomare Nazario Sauro in vista di un, pare imminente, concorso per nuovi giornalisti da inserire, de plano, nell’organico dell’ufficio stampa. In particolare, come già abbiamo scritto, si tratta di tre figure di professionisti da affiancare alla Giunta Regionale. Una per ogni area politica: Sel, Pd e PDL. Sono voci che si susseguono, accompagnate da nomi e cognomi e con una certa insistenza, nei corridoi del palazzo presidenziale capitanato da Nichi Vendola, il governatore-poeta-giornalista.
Sarà una coincidenza, sicuramente, eppure solo il 17 Gennaio l’ordine dei Giornalisti della Puglia ha riconosciuto un praticantato d’ufficio retroattivo (in pratica è come se l'avesse già terminato e dunque è pronta per l'esame di stato) alla pubblicista Anna Grittani, prima addetto stampa di Sandro Frisullo, poi passata con Loredana Capone, attuale vicepresidente di Vendola, e supervisionata dal mega manager d’area sviluppo economico, Davide Pellegrino, attuale capo di gabinetto di Nichi Vendola e marito della presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, Paola Laforgia. Che, da presidente dell’Ordine, ha istruito e firmato personalmente la pratica della Grittani ed ha pure espresso voto favorevole alla stessa (e il suo voto da presidente, in caso di parità fra pro e contro, vale il doppio). E questo voto favorevole alla Grittani ha provocato tensione tra gli stessi consiglieri: quattro a favore e quattro contro, porte sbattute e parole grosse. Ma alla fine Laforgia l’ha spuntata.
Il punto è che la Grittani non ha mai prestato servizio come giornalista per Agierrefax, l’unica testata giornalistica riconosciuta della Regione Puglia, regolarmente registrata in tribunale, diretta da Susanna Napolitano. L’unica testata, dunque, in grado di esprimere un vero praticantato, si è però rifiutata di avvallarlo.
La signora in questione per anni è stata retribuita da Puglia Sviluppo, una costola della Regione Puglia che si occupa della internazionalizzazione delle imprese nostrane. Ora, per diventare praticanti bisogna aver scritto per 18 mesi articoli giornalistici regolarmente retribuiti da una testata, versando i relativi contributi Inpgi e Casagit. Ma la Grittani presso quale testata si è impratichita? Perché oggi le viene riconosciuto un praticantato in forza alla Regione Puglia se lei non è mai stata una dipendente della Regione Puglia?
Ancora: nessuno nell’Ordine, a cominciare dal suo presidente, ha ravvisato un potenziale e micidiale conflitto di interessi? E poi, perché proprio ora? Alla vigilia di un concorso riservato ai professionisti e con due coniugi (Laforgia e Pellegrino) ai due capi, per così dire del filo professionale della Grittani?
Si tratta di precedente che rischia di dare la stura ad una serie di “regolarizzazioni” per tutti coloro che attualmente vivono all’ombra di questo o quell’assessore come addetti stampa, portavoce ecc e che non avrebbero in nessun caso, come la Grittani, alcun requisito per fare un vero praticantato o ottenerne uno d’ufficio.
Forse è il tempo di ammettere che fare casta o lobby non è una prerogativa dei politici. In questo sistema micidiale che si autotutela e tutela solo chi ha santi in paradiso, certo giornalismo e certi giornalisti ci sguazzano che è una bellezza.
Parole chiave: Casta, Giornalisti, Laforgia, Vendola, Pellegrino, concorso
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