Lungo attacco agli avversari e poche parole per il programma elettorale: Rivoluzione Civile farà tutto il contrario di quello che hanno fatto loro
Bari - Bloccano Via Giulio Petroni ed in pochi minuti accompagnano il Pubblico Ministero dentro. Non siamo in un tribunale, ma, che piaccia o no, Antonio Ingroia resta pur sempre un Magistrato ed un Pubblico Ministero Antimafia prestato alla politica. Arriva all’interno dell’Hotel Excelsior osannato da centinaia di persone. Fra il pubblico volti noti di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Italia dei Valori. Tutti uniti sotto uno stesso nome: Rivoluzione civile.
La scelta di entrare in politica, Ingroia la spiega dicendo che: “Svolgendo il mio ruolo da Magistrato e Pubblico Ministero Antimafia ho capito che non bastava colpire la mafia militare, ma che era necessario colpire anche quella legata alla politica. Per questo ho lasciato il mio ruolo di Pm. Ho capito che la magistratura non ce la può fare da sola, finché ci sarà una politica che la ostacola, e non c’è speranza che questa classe politica sia capace di autoriformarsi. Hanno nelle loro mani il potere finanziario e dei mezzi di comunicazione. Loro non cambieranno mai, ma noi li possiamo mandare via, perché noi siamo di più e siamo più forti”. Il suo elettorato contro la classe politica italiana, dunque. Il primo degli avversari ad essere attaccato è Berlusconi: “Silvio Berlusconi è il responsabile di tutti i disastri che viviamo. Un uomo per tutte le stagioni che è entrato in politica pieno di debiti e con guai giudiziari. Un uomo che ha voluto risolvere tutto costruendosi l’impunità. Ma è arrivato al capolinea. La sua è la maschera di un potere che si è logorato”.
Poi passa a Mario Monti, definendolo venditore di tappeti: “Vi ha promesso di togliere le tasse che lui stesso ha messo. Monti è un tecnocrate nelle mani dei poteri forti, dei poteri finanziari. Loro cercano di prendere il vostro voto rinnegando quello che hanno fatto una settimana prima. Chi ha responsabilità più di tutti in questa storia è il candidato premier del Partito Democratico. Bersani fino a qualche settimana fa ha sostenuto le politiche di Monti, tradendo il patrimonio ideale, storico e politico di un partito di cui Rivoluzione Civile si è resa unica erede – e precisa – io non sono mai stato comunista, ma ritengo che l’Italia sia rimasta orfana delle battaglie di un partito di sinistra che ha fatto la storia del nostro paese con personalità come Berlinguer”.
Infine, passa al programma elettorale: “Voi avete un’arma potentissima dalla vostra: il voto. Non voglio che mi votiate perché sono il più simpatico, anche se lo sono", afferma scherzoso. Confrontate i programmi elettorali. In quello di Rivoluzione Civile ci troverete la scuola, la cultura, l’Università, la pace. Noi faremo esattamente il contrario di quello che hanno fatto loro. Loro hanno tagliato sui servizi sociali e noi ci investiremo. Loro hanno aumentato le spese militari e noi le taglieremo. Tuteleremo l’ambiente e ripristineremo l’articolo 18”. Come se avesse pronunciato la formula magica, il pubblico va in delirio, qualcuno urla “ma è sicuro di non essere comunista?”. Ingroia sorride e scuote la testa, poi al grido di “noi vogliamo cambiare il Paese” abbandona la sala diretto verso la prossima tappa.
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