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Luoghi e itinerari da vedere nei dintorni di Bari
martedì, 11 maggio 2010 ore 16:15
Alberobello e i Trulli

La capitale dei trulli in Puglia e dal 1996 patrimonio UNESCO

di Alice Milia

Il comune di Alberobello è noto dal 1996 come patrimonio Unesco e rappresenta il cuore della Valle dei Trulli. fu fondata nel XV secolo dai conti Acquaviva è un pittoresco centro agricolo e turistico formato in gran parte da trulli che gli conferiscono, oltre ad una vaga aria fiabesca, notevole interesse architettonico. Si trova infatti in un territorio boscoso denominato « Sylva aut nemur arboris belli » (Selva o bosco dell’albero della guerra),dal quale appunto prende il nome. La graziosa cittadina bianca è particolareggiata dalla presenza dei trulli: edifici in pietra dalla forma cicolare e con il tetto a punta. Alberobello, città dei trulli, occupa un terreno ricco di rocce calcaree stratificate, che offrono il materiale di costruzione che rende unica non solo l'immagine della stessa cittadina ma tutto il territorio prettamenete limitrofo.

 

Trullo: dal latino turris, trulla, o dal greco tholos, o dal greco-bizantino torullosa, tutti significanti Cupola, sono dei tipici edifici discesi attraverso una millenaria tradizione sino ad oggi. Hanno una forma cilindrica sormontata da un cono, interamente costruiti in pietra. Primitiva è la forma, primitivi i mezzi, ma non primitiva è l'arte con cui questi mezzi semplicissimi sono potuti bastare a raggiungere una statica mirabile. Nei trulli la forma più rozza fa contrasto con la ingegnosa soluzione di un problema di statica! Il trullo è un perfetto organismo architettonico, dalla natura geologica della zona, formata da colline aride, quasi ricoperte da un manto di roccia calcarea che si sfalda in strati di spessore diverso così da poter fornire lastre a facce parallele e lisce.

 

Inoltre Alberobello il nome della città deriva dalla parola "albero" (in quanto c'era una foresta di querce, oggi la Selva) e dalla parola latina "bellum" ovvero guerra; infatti le querce del luogo erano particolarmente adatte per costruire macchine da guerra (belliche). Lo stesso stemma comunale, raffigura una secolare quercia sotto cui lottano, per il possesso dell’albero, un animoso cavaliere in corazza e con una lunga lancia, rappresentante la Libertà ed un leone rampante, rappresentante la Feudalità. Sulla chioma della quercia svolazzano due colombe, simboli di Pace e di Amore.

Attibuzione - Non commerciale

 

   

 






 

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