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Luoghi e itinerari da vedere nei dintorni di Bari
lunedì, 6 dicembre 2010 ore 12:47
VIAGGI-AMO, GRAVINA IN PUGLIA

Percorsi tra incanto e realtà di una domenica qualunque

di Maria Paterno

GRAVINA IN PUGLIA - Sveglia all'alba, pronta per un viaggio verso la terra che troppe volte ho visto e conosciuto, verso la terra che troppe volte ho amato ed anche odiato, verso la mia terra, Gravina.

Un viaggio alla scoperta delle tradizioni, dei sapori, del folklore, con gli occhi di chi, per la prima volta, si appresta a conoscere un mondo nuovo, fatto di strade mai percorse, luoghi da esplorare, storie d'ascoltare, odori da respirare.

 

Appena arrivata, mi accolgono un sole splendente ed un aria gelida, e tutto mi mette di buon umore, accompagnato da una strana euforia.

Di tanti luoghi avrei potuto narrare, del ponte della Gravina, del castello Svevo, del Parco Archeologico sulla collina di Botromagno, della splendida e lussureggiante pineta, ma ho scelto di raccontare le atmosfere oniriche, che in maniera impareggiabile, solo i luoghi della pietra, come i rioni di Piaggio e Fondovito, sanno regalare.

 

La linea di confine tra passato e presente, tra sogno e realtà, è segnata dalla bella e bianca scalinata che costeggia la chiesa di Sant' Agostino. Riscendo lentamente, respirando l'aria fresca ed il dolce sapore della quiete di un "mondo tutto da ammirare, come per la prima volta. Cammino, mi fermo ad osservare un gatto sornione che ha tutta l'aria di sentirsi a casa sua, risalgo strette scalinate, contemplo un palazzo diroccato, una viuzza nascosta, assaporo il profumo del muschio, che ha fatto del tufo il suo habitat naturale.

 

Per un istante mi sembra di rivederli, quegli uomini e quelle donne che ancora, fino a 60 anni fa, in quei luoghi, in quelle grotte scavate nella pietra, ci vivevano. Rivedo i ragazzini che girano a piedi nudi, le donne che trasportano l'acqua, i vecchi intenti a rimirare la collina Petramagna. Risento le urla, i vocii, i litigi e le risate. Respiro odore di paglia, di fumo, di legna, di cibo cotto sul braciere. Il gorgoglio dell'acqua, che scorre placida nel letto del torrente  Gravina,  richiama alla realtà.

 

Risalgo, e mi dirigo verso la chiesa del Purgatorio, che da bambina non poche angosce mi provocava, a causa del suo imponente portale, ornato da teschi e scheletri. Ma non è il sacro edificio quello che m' interessa, sul sagrato della chiesa, o nel bar lì vicino c'è sempre il signor Michele, ormai mito e leggenda delle "discese infernali", lungo le strade di quella Gravina rimasta nascosta per anni, suggestiva, inquietante ed affascinate al tempo stesso, Gravina Sotterranea . 

 

Cantine, cisterne, grotte, cunicoli che si snodano per chilometri. Decido di percorrere almeno una parte del lungo tracciato, e così m'appresto anch' io nei meandri ipogei. All' iniziale senso di claustrofobia, è subito sostituito lo stupore nel veder snodarsi una seconda città, come in una realtà parallela. Percorso non sempre comodo, che mi arrischia una rovinosa caduta, ma che dispensa esperienze fantastiche e surreali, solo come la pietra, ancora, riesce.

 

Ritornata alla luce, quale modo migliore per concludere il mio piccolo viaggio, se non assaporando i sapori della cucina autoctona. Nei pressi di Piazza della Repubblica, in via Borgo, detta "U Vurj", una piccola trattoria m'inebria di odori e di sapori, e così mi faccio piacevolmente tentare da pettoline, focaccia e purè di fave con cicorie.

 

 

Attibuzione - Non commerciale

 

Parole chiave: Gravina in Puglia, Gravina sotterranea, Piaggio, Fondovito, Fondovico, pietra, Sant' Agostino, chiesa del Purgatorio

 

   

 






 

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