di Silvia Scarpello
Bari - La tassa regionale per il diritto
allo studio aumenterà a livello nazionale e in misura diversa tra le regioni, come
apprendiamo dall’analisi della bozza di decreto legge che verrà discussa in
questi giorni alla Camera.
In Puglia la tassa A.DI.S.U.
attualmente è di 77,47 euro, il prossimo Anno Accademico tale cifra potrebbe aumentare fino a
120 euro per gli studenti assegnatari di borsa di studio, e 200 euro per gli
altri.
Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco
Profumo, proprio pochi giorni fa aveva dichiarato che «per il 2012 non ci
saranno assolutamente tagli, né dal punto di vista del finanziamento agli
atenei e agli enti di ricerca, né per il diritto allo studio».
Non si diminuiscono quindi i fondi
all’Università ma si aumentano le tasse.
Sembra evidente che il peso del
finanziamento delle borse di studio ricadrà sugli studenti non beneficiari, e
la differenza nella tassa tra le varie regioni andrà a danno della mobilità
studentesca.
Inoltre, recentemente il Governo ha approvato una bozza di decreto
sull'accreditamento dei corsi di Laurea e delle sedi, che prevede la
possibilità per l'Anvur (Agenzia Nazionale per la Valutazione dell'Università
e della Ricerca) di chiudere le sedi e i corsi che non rispetteranno i
necessari criteri di merito.
Si va verso un' Università sempre più d’élite, nella quale il diritto allo studio non solo
non è salvaguardato, ma è ostacolato a livello geografico, e l’istruzione
graverà pesantemente sulle spalle delle famiglie che, è il caso di dirlo,
mangeranno pane e cultura.
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