"Capitane coraggiose", in sala Murat si parla di giustizia

di Redazione Go Bari sabato, 26 maggio 2012 ore 10:31

Titolo dell'incontro: “Parlamento, giustizialismo, carceri: giustizia in ordine sparso”

Morti in cella, depenalizzazione, decreti svuota-carceri. I temi legati alla giustizia sono tanti. Questa sera ne discutono Rita Bernardini, Radicale nel Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, Anna Maria Bernini, Partito delle Libertà, già Ministro per le Politiche Comunitarie, componente della Commissione Affari Costituzionali e Anna Rossomando, Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.

Anna Rossomando (Pd): rimettere al centro le persone in modo che possano essere padrone del proprio destino, rivalutandone il merito.

Anna Maria Bernini (PdL): rivendicare l'importanza della formazione, con strumenti giusti per affrontare le sfide globali. Perché l'Italia raggiunga obiettivi europei, non ci si deve arroccare su posizioni personali, ma aprirsi verso convenienza comune, ovvero per il bene di tutti.

Rita Bernardini (Radicali): per ricette del futuro occorre capire ciò che è accaduto in passato di sbagliato. La politica finora, nonostante i partiti diversi, è stata unita in un sistema partitocratico che ha generato un così grande debito pubblico. Tra le mie prime battaglie c'è stata quella dell'abolizione dell'ergastolo.

I dati della Puglia dagli uffici del Ministero della Giustizia: una causa ogni 1,5 famiglie. In Italia la media è di una ogni 2,3. La Puglia è penultima nel Paese; dopo solo la Campania (una causa ogni 1,1 famiglia). Con queste cifre difficilmente possono esserci investimenti o un cittadino possa segnare il proprio percorso di vita. Il livello di inciviltà in cui si tengono detenuti e personale carcerarie ci porta a dover avere una reazione. Riceviamo una serie di sanzioni dall'Unione europea per questa situazione; "Personalmente ne ho girate 150". La ricetta deve partire da questi dati "altrimenti avremo un brodino imbevibile".

Rossomando: sulla giustizia finora abbiamo perso tempo, occasioni mancate. Convinta che i temi della giustizia siano collegati con quelle di economia e sviluppo. Economia che non funziona, come giustizia, allontana dal nostro Paese. Priorità su corruzione, e non solo per un già sufficiente motivo morale, ma soprattutto per questione economica. Enorme uso della norma penale con sovrapporsi di legislazione e il sistema resta bloccato: bisogna invertire la tendenza. "Il carcere non può essere l'unica forma di sanzione, ci possono essere forme alternative".

Sisto: "Non sarebbe il caso di restituire dignità al processo e renderlo meno mediatico?". Rossomando: "Sì, in questi anni delegittimazione e svuotamento del processo penale, vuoi per effetti mediatici, vuoi per interventi legislativi. Il garantismo sempre al centro del processo. Bisogna restituire il valore costituzionale".

Bernini: in Europa prioritario indipendenza e neutralità del giudice. Non processo giusto senza soggetto terzo ed imparziale. In Italia dobbiamo ricordarci che non solo dev'essere indipendente da parti, ma anche apparire come tale. Prendiamo Antonio Ingroia che partecipa ad una convention di partito estremamente opposta alla nostra parte politica. Uno dei nostri potrebbe avere giustizia da una persona così? Potrà essere persona onestissima e imparziale, ma altro è la neutralità culturale. Il nostro debito pubblico "figlio di scelte sballate dei partiti".

Bernardini: risoluzione a mia firma con responsabilità civile magistrati, revisione obbligatorietà azione penale, riforma csm, separazione delle carriere. Era il gennaio 2009, parere favorevole dell'allora ministro della giustizia Alfano. Approvata, ma da allora che fine ha fatto? Alfano propone dopo due anni una riforma costituzionale di tipo costituzionale: impossibile! Con leggi ordinarie sarebbe passata, invece si è sbagliato metodo. Persa occasione per fare qualcosa di significativo. Amnistia: non si parla del problema dell'informazione. Mai fatto dibattito serio sull'amnistia, prevista dalla Costituzione. Se processo cade in prescrizione per vittima non c'è possibilità di risarcimento per la vittima, che invece potrebbe esserci in caso di amnistia. Braccialetti elettronici? "Se li avessimo fatti di diamanti sarebbero costati di meno".

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  • 85 babi

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