Bari, chiesa Redentore: "Salviamo gli oratori"

di Redazione Go Bari venerdì, 12 aprile 2013 ore 13:16

Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da don Mario Sangiovanni, direttore dell'Opera Salesiana Redentore, all'assessore Elena Gentile

Redentore

Gentilissima dr.ssa Elena Gentile,

da tempo mi occupo di educazione giovanile sia perché credo nella generosità sia perché credo che il servizio che offro insieme a tante persone possa contribuire al miglioramento della società. Il riconoscimento degli Oratori in Puglia non è una questione irrilevante o di poco conto. Nella nostra Regione c'è un inspiegabile vuoto legislativo nonostante che la Legge Nazionale n. 206/2003 abbia come obiettivo quello di “riconoscere, valorizzare, promuovere” la funzione educativa, formativa, aggregatrice, sociale svolta “dalle parrocchie e dagli altri istituti religiosi e da enti di altre confessioni riconosciute dallo Stato” nelle politiche sociali mediante gli oratori. Quindi, il riconoscimento del ruolo è strumentale all’erogazione di “contributi” alle parrocchie, alle diocesi, alle associazioni di enti religiosi appartenenti alle confessioni religiose riconosciute dallo Stato.

In Puglia, l'unica Legge Regionale che recepisce il riconoscimento degli oratori è L.R. 19/2006. Questa legge quadro trova la sua applicazione nel Regolamento Regionale 4/2007, ove come ben sa, gli Oratori non sono menzionati. Né esiste ad oggi, una legge ad hoc che riconosca gli Oratori nella sua identità di ponte tra la Chiesa e la strada, come avviene in quasi tutte le Regioni italiane. Quest'anomalia non può essere solamente sanata da contribuiti che vengono limitatamente erogati alle attività sportive e motorie o a bandi regionali che spesso mostrano difficoltà nell'accettare la configurazione giuridica dell'Oratorio. L'Oratorio si avvicina più a un Centro Aperto Polivalente (normato dai Regolamenti Regionali, sopracitati) che ad un Centro Sportivo... Anzi, per dirla tutta, l'Oratorio non è: né un Centro Sportivo, né un Centro Sociale! Ha una sua identità educativa specifica riconosciuta dalla Stato Italiano ma non dalla... Regione Puglia.
Bisogna riconoscere che la Legge Regionale sul welfare pugliese è la più prescrittiva normativa vigente in Italia. Come crede che un Oratorio possa entrare nel sistema welfare senza una legge applicativa? Non crede che sia una discriminazione nei confronti del lavoro di tante persone dedite in Oratorio al servizio del territorio pugliese, che operano a favore di famiglie, minori e giovani spesso in situazioni di grave disagio sociale?
Proprio perché non ci piace scrivere letterine per ricevere contributi ma vorremmo condividere azioni sociali ed educative programmate e progettate insieme, che chiediamo con forza una legge sugli Oratori in Puglia, come esiste nelle altre Regioni Italiane, sanando un'inspiegabile anomalia pugliese.
Il bene comune è come un grande puzzle: è bello da vedere ed efficace nel messaggio solo se ci sono tutti i pezzi. Per troppo tempo questo grande puzzle sociale, ha sofferto la mancanza di un pezzo nella nostra Regione: quello degli Oratori. Molte persone che frequentano gli Oratori pugliesi possono testimoniare la capacità di coinvolgimento, la forza e la passione educativa di tanti volontari, l'accoglienza incondizionata di ogni ragazzo e giovane del territorio. Possono raccontarle interessanti percorsi educativi (Estate Ragazzi, Campi-scuola, gruppi di formazione socio-educativa, gruppi sportivi, gruppi musicali, gruppi teatrali, gruppi di danza, progetti educativi e di sviluppo locale...), storie di crescita e di speranza spesso in territori segnati dal degrado, dalla violenza e dalla criminalità. Quotidianamente gli Oratori in Puglia mettono a disposizione di tanti ragazzi e giovani spazi di gioco e di incontro, calcio-balilla, ping-pong, chitarre, tastiere, palloni... offrendo la possibilità di dialogo e di amicizia specialmente ai giovani e ai minori a rischio, educando ad essere "buoni cristiani ed onesti cittadini".
Non so, se è poco... o se aiuta... ma noi lo facciamo con gioia e sempre! Non so, se non interessa a chi lotta per il bene comune in questo tempo di crisi e di difficoltà. Non ci dica: "L'Oratorio è vostro, vedetevela voi!". L'Oratorio è pubblico perché aperto a tutti! Affermare il contrario è come scagliare una pietra a tutti coloro che credono nel nostro lavoro e si impegnano volontariamente nell'educare.
In questi giorni sono aperti i tavoli di concertazione con le organizzazioni del Terzo Settore per la programmazione delle politiche sociali della Regione Puglia (2013-2015). Ci faccia sedere a questi tavoli con la stessa dignità di una Cooperativa sociale o di un Associazione di promozione sociale, senza discriminarci ma riconoscendo il nostro apporto specifico al welfare attraverso una legge sugli Oratori in Puglia.
Gli Oratori in Puglia sono un bene da salvaguardare e riconoscere specialmente per i tanti ragazzi e giovani che li frequentano.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   
  1. Piscitelli Gabriele 12 aprile 2013, ore 20:01

    Come Lettore e Cittadino credo chè, a risposta della presente Missiva. Dovrebbe essere doveroso da parte della Dott.ssa Gentile di far una visita di Cordialità presso l'Oratorio, oh di un suo portavoce di rassicurare il direttore dell'Opera Salesiana l'Invito di convocazione al tavolo della Commissione al Sociale.

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