Pena dimezzata all'assassino di Anna Costanzo: "E' una sentenza che legittima la violenza"

di Rosanna Volpe mercoledì, 10 ottobre 2012 ore 09:53

La sentenza, pronunciata ieri, ha ridotto la pena ad Angelillo da 30 a 16 anni

Maria Pia Vigilante, presidente Giraffa onlus

Bari - La sentenza pronunciata ieri nell'aula del Tribunale di via Nazariantz che ha visto la riduzione della pena da 30 a 16 anni all'assassino di Anna Costanzo, ha fatto discutere e non poco. E in effetti, questa è una sentenza che fa pensare. Ricostruiamo la vicenda. La notte tra il 10 e l'11 luglio Alessandro Angelillo, 35 anni, accecato dalla rabbia nei confronti della sua ex, entra in casa sua, nel rione San Girolamo, prima che la vittima rincasasse. Quando Anna rincasa vede l'assassino e ha con lui un litigio. Viene aggredita e colpita al volto, strangolata, imbavagliata, trascinata in bagno e lasciata nella vasca. Subito dopo l'assassino prova a depistare le indagini. Entra nel profilo di Facebook di Anna e pubblica un messaggio nel quale scrive che la donna aspetta a casa tre uomini conosciuti poco tempo prima. Sul letto della vittima mette tre preservativi e abbassa alla donna pantaloni e slip. Poco dopo, esce dall'appartamento portandosi dietro il notebook e il cellulare della vittima. Questo il quadro che aveva convinto i giudici a condannare in primo grado Angelillo a 30 anni di carcere. Ieri - in secondo grado - invece la pena è stata dimezzata. I giudici in appello non hanno riconosciuto l'aggravante della crudeltà condannandolo a 16 anni per il brutale delitto e 6 mesi per il furto del computer di Anna. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni. "Mi riserbo di leggerle" - ha detto il presidente di Giraffa onlus (associazione che lavora contro la violenza sulle donne), Maria Pia Vigilante. "Resta comunque una sentenza che scoraggia tutte quelle donne che vogliono denunciare una violenza e che spesso non hanno il coraggio di farlo".

La cronaca lo racconta: la mattanza contro le donne soprattutto entro le mura domestiche cresce. I numeri parlano chiaro: la violenza uccide più della mafia. Eppure il dato viene spesso ignorato. Come vengono sottovalutate le denuncie di stalking che giacciono sulle scrivanie delle questure e delle caserme per mesi.

 "Il problema è che certe denunce - ha sottolineato la Vigilante - dovrebbero avere una corsia preferenziale. E invece passano mesi sino a quando non si interviene contro lo stalking. E a volte può essere troppo tardi".

Anna Costanzo aveva infatti denunciato più volte il suo ex per stalking.

"Queste denunce vengono spesso sottovalutate. Se una donna denuncia un atto persecutorio da parte dell'ex marito o ex compagno ma si rende conto che non cambia nulla e che quell'uomo continua a perseguitarla, si sente sconfitta, frustata. Oggi le donne - rispetto al passato - hanno il coraggio di denunciare ma se la normativa non viene applicata tempestivamente non serve."

Anche sentenze come quelle di ieri - aggiunge chi scrive - sono una sconfitta.

"Indubbiamente - conclude la Vigilante. Una sentenza che vede la pena dimezzata a un assassino, legittima azioni di violenza. Anna è stata indubbiamente sconfitta. E con lei tutte quelle donne che ogni giorno subiscono violenze fisiche a psichiche e che continuano a rimanere inascoltate".

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