CIE, allarme del Comune: "Condizioni raccapriccianti"

di Margherita De Quarto venerdì, 2 marzo 2012 ore 09:56
Pubblicata la perizia sul CIE di Bari-Palese. L'avv. Baldi denuncia i "trattamenti inumani e degradanti"

CIE Bari-Palese

Bari - Il dibattito sui CIE va avanti. Il Comune coglie le denunce della cittadinanza ed incomincia a muoversi, seppur solo sondando il terreno, rinnova il suo fermo dissenso in materia. È stata, infatti, creata nel giugno del 2011, una perizia della condizione strutturale ed amministrativa del CIE di Bari-Palese e messa ieri a disposizione del pubblico, in occasione dell’incontro “Condannati. L’Italia dei respingimenti e la vergogna dei CIE”. 

Servizi igienici in condizioni «raccapriccianti», una struttura nel complesso «non abitabile, inidonea all'uso per il quale è utilizzata» e che «non assicura agli immigrati una necessaria assistenza e il pieno rispetto della loro dignità», ma che «compromette e limita fortemente la loro libertà personale». L'ingegnere incaricato dal Comune, nella relazione definisce «un eufemismo considerare gli immigrati prigionieri nel Cie di Bari “ospiti” e non detenuti». Inoltre, spiega che «i parametri dimensionali fissati dal ministero dell'Interno per la progettazione dei Cie, non sono rispettati». Anzi, «nel centro non sono garantiti neanche gli standard minimi previsti dalle norme sull'ordinamento penitenziario». Nella perizia si evidenzia che «il Comune di Bari, per la costruzione del Cie, non ha emesso alcun titolo concessorio e non risulta agli atti alcun procedimento o rilascio di certificazione di agibilità». Quanto ai servizi igienici, la perizia rileva che sono collocati «in piccoli vani», solo «con vasi alla turca» e «sono, oltre che insufficienti per una ricettività adeguata, in pessime condizioni». «Buona parte dei box doccia e dei vasi igienici sono vetusti e rotti», oltre che «del tutto insufficienti ad un consono movimento».

Una situazione intollerabile, insomma, che potrebbe rientrare a pieno titolo nella categoria di “trattamenti inumani e degradanti”. Infatti, come ha voluto evidenziare lo stesso avvocato del Comune di Bari, Alessandra Baldi, nell’incontro di ieri sera, “i Centri di Trattenimento sono ammessi dalla nostra legislazione, ma nel limite del rispetto dei diritti umani, e cioè: divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti  - ed ha puntualizzato - già la mancanza di un regolamento all’interno, al quale il trattenuto possa appellarsi, è di per sé un trattamento inumano”. Ha, infine, concluso “Questa è solo un’azione che ne preannunzia un’altra ancor più forte”. 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

Inserisci un commento


Bari social




Commenti recenti

  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

    Mostra articolo
  • PeterurgesEF Peterurges

    Предлагаем свои услуги...

    Mostra articolo
  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

    Mostra articolo



Login

Se non sei iscritto, registrati subito!