Degrado al Cie di Bari, la Procura apre un'inchiesta

di Giuseppe Milano sabato, 10 marzo 2012 ore 14:08
Sotto indagine sono finite le condizioni di vita dei “deportati”, denunciate in una perizia comunale 

Foto di Giordano Lapegna

Bari - La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta sulle condizioni di vita all'interno del Cie, il Centro di Identificazione ed Espulsione, di Bari. I carabinieri hanno acquisito dal Comune la perizia tecnica fatta eseguire, alcuni mesi fa, dalla stessa Amministrazione comunale. In tale documento è possibile leggere che i servizi igienici si troverebbero in condizioni «raccapriccianti».

L'analisi è stata presentata alla Città dall'avvocato Alessandra Baldi – che opera per l'Avvocatura del Comune di Bari – lo scorso Primo marzo nell'ambito del workshop che l'Assessore all'Accoglienza e alla Pace del Comune di Bari, Fabio Losito, ha voluto organizzare, nella Terza Giornata nazionale dedicata ai Diritti dei migranti.

Nel corso di quell'evento che Go-Bari ha seguito e ha raccontato, avendo avuto anche l'onore, con il sottoscritto, di moderarlo, è emersa sia da parte degli avvocati Carlucci e Paccione – i professionisti protagonisti dell'azione popolare o class action procedimentale contro il Cie – sia da parte dell'avvocato Belluccio, dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, l'urgenza di chiudere immediatamente questi luoghi di detenzione nei quali vengono sistematicamente violati i diritti umani, dove le torture anche psicologiche sono all'ordine del giorno e nei quali sono deportate persone contro la loro volontà ed esclusivamente in ragione della loro origine geografica, non essendo colpevoli di nessun reato. 

I Cie, ex Cpt – Centri di Permanenza Temporanea – furono introdotti dalla Legge Turco – Napolitano e prevedevano appunto un “breve soggiorno” della durata necessaria  al Ministero dell'Interno o al Prefetto di valutare burocraticamente i singoli casi dei migranti per rilasciare permessi di soggiorno o asili politici. Oggi, a causa della Bossi – Fini e nonostante la norma sia stata più volte sanzionata dall'Unione Europea per i suoi tratti xenofobi e discriminanti, si prevede una detenzione fino a diciotti mesi. Diciotto mesi rinchiusi in quelli che sono stati anche definiti “lager moderni”.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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