Puglia senza amianto, ecco il piano della Regione

di Antonella Ardito giovedì, 12 aprile 2012 ore 17:02
Ci sono ancora nella nostra regione 1 milione e 750mila metri cubi di amianto. E per la Bridgestone presto ci saranno controlli

La conferenza stampa di presentazione del Piano Amianto

Bari - Una Puglia ad amianto zero: è il sogno che il governatore pugliese Nichi Vendola vuole trasformare in realtà con l’approvazione da parte della giunta regionale del "piano amianto". Uno strumento legislativo che ora attende il via libera dalla V commissione del consiglio regionale e che ha l’obiettivo di bonificare totalmente la Puglia dagli oggetti, tetti, comignoli, pluviali, tubature, costruiti con materiali contenenti amianto e che possono liberare le pericolose fibre, causa di malattie e tumori mortali. Dal 1992 c’è l’obbligo di legge di denunciare alle Asl competenti la presenza di oggetti in amianto, non solo nelle discariche a cielo aperto delle nostre campagne ma anche sui tetti delle nostre case. Cosa che non avviene, ma a 60 giorni dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale del piano amianto, scatteranno anche le sanzioni per chi ancora è in possesso e utilizza questi materiali. Una sanzione amministrativa, 25.82 euro a tonnellata, che sembra poca cosa, ma che non contempla i risvolti penali del possesso del materiale perché la Regione Puglia non ne ha le competenze.

“La nostra è una battaglia per la salute – ha ricordato Vendola – io mi sono battuto come semplice cittadino nel mio quartiere per denunciare la presenza di amianto, il mio primo atto di giunta sette anni fa fu il finanziamento della messa in sicurezza per la Fibronit, la fabbrica della morte, sulla quale c’erano progetti demenziali di costruzione, finanche un sottovia. Oggi continuano a morire le mogli degli operai vittime dell’asbesto, perché lavavano le tute sporche di fibre. Di mesotelioma si muore, e si muore male”. Il piano prevede che chi sia in possesso di materiali in amianto si autodenunci (ma le modalità e il contributo economico devono ancora essere regolamentati dalla Regione) o che chi vede amianto in giro lo denunci. Oggi l’iter prevede una segnalazione ai Comuni (nel caso barese all’Amiu) e poi scattano i controlli dello Spesal, il settore igiene pubblica del dipartimento di prevenzione   “Non si tratta di delazione ma di tutela comune della salute. Abbiamo lavorato a lungo alla redazione del piano – ricorda Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente – e individuato tre termini di lavoro. Nel breve periodo puntiamo a creare delle celle di stoccaggio nelle discariche pugliesi, una per provincia, poi nel medio periodo alla creazione di discariche ad hoc e poi nel lungo termine al recupero dei materiali in cemento amianto e fibrocemento”. Dai censimenti della Regione Puglia iniziati nel 2005 ci sono 5mila tetti di Puglia ancora composti da amianto, la massima parte concentrata nelle aree industriali: la stima fatta da Vito Antonio Uricchio che ha partecipato alla redazione del piano amianto è di 1 milione e 750mila metri cubi di amianto disseminati per la Puglia. Smaltire una tonnellata di questo materiale in discarica costa 75 euro in Puglia, nell’unico impianto autorizzato di Galatone ma spesso le aziende che intervengono anche per piccoli quantitativi devono spendere tra i 100 e i 300 euro più trasporto per convogliare il materiale in Piemonte, Lombardia o in Germania. E un privato cittadino potrebbe spendere tra i 10mila e i 30mila euro per una rimozione. Per questo allo studio della Regione Puglia c’è la possibilità di creare dei voucher da destinare alle famiglie per la rimozione dell’amianto con 5 milioni di euro precedentemente accantonati dall’assessorato all’Ambiente e da destinare alle bonifiche da amianto. Le aziende invece che si occupano della rimozione dovranno creare una rete per accedere ai finanziamenti ministeriali e europei per i contributi allo smaltimento. L’obiettivo è abbassare i costi di un’operazione che oggi non è ammissibile per le famiglie pugliesi ma che è necessario sostenere per abbassare il numero delle morti future causate dall’amianto.

BRIDGESTONE
Tra le aree mappate dal piano amianto della Regione Puglia c’è anche la zona industriale di Bari e Modugno, dove ricade lo stabilimento della Bridgestone. “Io credo che ci siano state delle opere di messa in sicurezza all’interno dello stabilimento  ma non ne ho certezza al momento”, spiega Antonello Antonicelli, direttore d’area del settore Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche  della Regione Puglia. Sarà nostra premura controllare se la fabbrica è sicura o se invece è necessario rimuovere al più presto l’amianto.

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  • 85 babi

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  • serra antonio

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